23 Ottobre 2026, venerdì
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Sette morti nella stiva, il soccorso della Life Support: 50 migranti salvati in acque internazionali

L’imbarcazione era partita il 16 agosto da Zuwara, in Libia. A bordo 45 uomini e cinque donne, tra cui 29 minori non accompagnati. Due persone sono in condizioni critiche per soffocamento. Assegnato il porto di Bari

È finita con un salvataggio e sette morti una traversata cominciata all’alba del 16 agosto dalle coste libiche. Nella mattinata di lunedì la Life Support di Emergency ha soccorso in acque internazionali, nella zona Sar libica, un’imbarcazione di legno sovraffollata con circa cinquanta persone a bordo. Sette di loro, già recuperate dalla stiva e portate sul ponte dagli altri naufraghi, non sono sopravvissute.

Il bilancio del soccorso è pesante: 50 persone tratte in salvo, 45 uomini e cinque donne. Tra loro ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, 26 maschi e tre femmine. I naufraghi hanno riferito di essere originari della Somalia e dell’Egitto e di essere partiti da Zuwara nelle prime ore del 16 agosto.

Quando il team della Life Support ha raggiunto l’imbarcazione, la situazione è apparsa subito estremamente critica. «Alle 6 del mattino abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli», racconta Jonathan Nanì La Terra, capo missione della nave di Emergency. Una delle due era la barca in difficoltà, mentre una motovedetta libica si stava avvicinando.

A circa un miglio di distanza, il personale della Life Support ha comunicato alla motovedetta che l’operazione di soccorso era già cominciata. L’unità libica, secondo il racconto di Emergency, è rimasta a distanza a sorvegliare le operazioni per tutta la durata dell’intervento.

È stato durante il soccorso che è emerso l’aspetto più drammatico della vicenda. Sul ponte sono state individuate nove persone, trasportate lì dagli altri naufraghi dopo essere state recuperate dalla stiva, dove avevano trascorso l’intera traversata. Per sette di loro i soccorritori non hanno potuto fare nulla. Altri due sono stati trovati in condizioni critiche, con gravi problemi riconducibili al soffocamento.

Complessivamente sono nove i naufraghi che necessitano di assistenza sanitaria. Per i due più gravi Emergency ha richiesto un’evacuazione medica urgente alle autorità competenti.

Il soccorso si è concluso alle 8.07. Terminata l’operazione, Emergency ha chiesto l’assegnazione di un porto sicuro il più vicino possibile, sottolineando la necessità di garantire tempestivamente cure e assistenza alle persone salvate.

Il porto indicato dalle autorità è Bari. Per i sopravvissuti, dunque, la traversata non è ancora finita: dopo il viaggio dalla Libia e le ore trascorse in condizioni estreme a bordo di un’imbarcazione sovraffollata, resta ora il trasferimento verso il luogo di sbarco e l’avvio delle procedure di accoglienza.

Dietro il numero dei soccorsi, però, rimane quello delle vittime: sette persone morte durante la traversata, trovate nella stessa stiva in cui decine di altri passeggeri hanno trascorso il viaggio. Un bilancio che restituisce ancora una volta la dimensione concreta e drammatica dei rischi affrontati da chi tenta la rotta del Mediterraneo centrale.

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