4 Ottobre 2026, domenica
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Fulmini killer sui monti, due tragedie in poche ore: morti un escursionista sull’Etna e uno in Alto Adige

Un turista statunitense di 30 anni è stato colpito da un fulmine mentre cercava di avvicinarsi alla vetta dell’Etna. Analoga sorte per un escursionista sul Piz Starlex, in Val Monastero: il suo corpo è stato individuato nella notte dai soccorritori.

Due montagne, due tragedie accomunate dalla stessa terribile dinamica. Nel giro di poche ore, l’Etna e l’Alto Adige sono stati teatro di due incidenti mortali legati al maltempo e ai fulmini, che hanno sorpreso altrettanti escursionisti durante le loro attività in quota.

La tragedia sull’Etna

Il primo dramma si è consumato il 16 agosto sull’Etna. A perdere la vita è stato un turista statunitense di 30 anni, colpito da un fulmine mentre si trovava sul vulcano siciliano.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva raggiunto una zona interdetta, nel tentativo di avvicinarsi alla vetta, quando le condizioni meteorologiche sono rapidamente peggiorate. Un violento temporale si è abbattuto sulla montagna e, nel corso della perturbazione, l’escursionista è stato raggiunto dalla scarica elettrica.

L’allarme è scattato immediatamente. Il trentenne è stato soccorso in condizioni disperate e trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania. Quando è arrivato nella struttura sanitaria era già in arresto cardiorespiratorio. Nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarlo, è morto poco dopo.

Una tragedia che riporta drammaticamente l’attenzione sui rischi delle escursioni in quota quando il tempo cambia repentinamente. Sulle montagne, infatti, un temporale può trasformare in pochi minuti un’escursione apparentemente sicura in una situazione di estremo pericolo.

La seconda vittima sul Piz Starlex

Un’altra tragedia si è verificata in Alto Adige, sul Piz Starlex, cima di 3.075 metri che domina la Val Monastero, sopra Tubre.

In questo caso, dell’escursionista si erano perse le tracce nella giornata di domenica. L’ultimo contatto telefonico era avvenuto intorno alle 13, quando l’uomo aveva raggiunto la cima della montagna.

Poi il silenzio.

Le ricerche sono proseguite fino a tarda sera, quando, poco dopo le 23, i soccorritori sono riusciti a individuare il disperso grazie anche all’impiego di un drone. Il corpo è stato localizzato nei pressi del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di quota, in una zona particolarmente impervia.

L’ipotesi è che anche in questo caso l’escursionista sia stato colpito da un fulmine durante la discesa. Saranno gli accertamenti a chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.

Il recupero ha richiesto un’importante mobilitazione di uomini e mezzi. Circa 40 soccorritori sono stati impegnati nelle operazioni, tra personale del soccorso alpino Cnsas di Tubre, soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro, vigili del fuoco volontari di Tubre e servizio di soccorso alpino di Prato, con il supporto del drone di distretto.

Il rischio invisibile dei temporali in montagna

Le due tragedie riportano al centro un pericolo spesso sottovalutato dagli escursionisti: quello dei temporali in quota. Quando arrivano i fulmini, la montagna può diventare un ambiente estremamente esposto, soprattutto su creste, cime e zone prive di ripari.

Il caso dell’Etna è particolarmente emblematico: il desiderio di raggiungere una quota maggiore, in un’area peraltro vietata, si è intrecciato con un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche. Sul Piz Starlex, invece, il fulmine avrebbe colpito l’escursionista durante la discesa.

Due episodi diversi, dunque, ma con un elemento comune: in montagna il cambiamento del tempo può essere rapidissimo e lasciare pochissimo margine per reagire.

La prudenza, in questi casi, non è soltanto una raccomandazione. È parte integrante dell’escursione. Monitorare le previsioni, rispettare i divieti, evitare creste e punti esposti all’avvicinarsi di un temporale e rinunciare alla salita quando le condizioni diventano instabili possono fare la differenza.

Per due escursionisti, purtroppo, il maltempo si è trasformato in una trappola mortale.

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