6 Ottobre 2026, martedì
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Punizioni, cibo e acqua somministrati in modo inadeguato: due arresti in un asilo nido brianzolo

La Squadra Mobile di Monza ha ricostruito un quadro di presunti maltrattamenti ai danni di bambini tra pochi mesi e tre anni. Ai domiciliari la titolare, 42 anni, e un’educatrice di 24 anni. Altre due educatrici risultano indagate a piede libero.

Un asilo nido che avrebbe dovuto essere un luogo di cura, protezione e crescita trasformato, secondo l’ipotesi investigativa, in un ambiente segnato da condotte punitive, carenze nell’accudimento e modalità inadeguate nella somministrazione di cibo e acqua. È il quadro emerso dall’inchiesta della Squadra Mobile della Questura di Monza, che ha portato all’arresto domiciliare della titolare della struttura, una donna di 42 anni, e di un’educatrice di 24 anni.

Ma l’indagine non si ferma alle due misure cautelari. Gli investigatori avrebbero infatti raccolto gravi elementi indiziari anche nei confronti di altre due educatrici, di 32 e 49 anni, che al momento risultano indagate a piede libero e non sono destinatarie di provvedimenti cautelari.

Le segnalazioni e l’avvio dell’inchiesta

L’inchiesta è partita lo scorso aprile, dopo una segnalazione legata alle reazioni manifestate da alcuni bambini. Proprio quei segnali di disagio avrebbero spinto gli investigatori ad approfondire quanto accadeva all’interno della struttura, fino a delineare un quadro ritenuto particolarmente preoccupante.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nell’asilo si sarebbero verificati episodi riconducibili a «abituali condotte denigratorie e coercitive», accompagnate da presunte carenze nell’assistenza quotidiana ai piccoli. I bambini coinvolti hanno un’età compresa tra pochi mesi e tre anni, una fascia particolarmente delicata per la quale le modalità di accudimento assumono un peso decisivo.

Tra gli elementi contestati figurano anche una gestione ritenuta inadeguata della somministrazione di cibo e acqua e presunte punizioni degradanti. Alla più giovane delle due arrestate vengono inoltre contestati approcci fisici considerati eccessivamente vigorosi e inopportuni nei confronti di alcuni bambini, che avrebbero manifestato evidenti segnali di disagio.

L’educatrice senza qualifica

Nell’inchiesta c’è poi un ulteriore profilo, legato alla posizione professionale della 24enne. Secondo gli accertamenti, la donna avrebbe lavorato come educatrice nella struttura a partire da gennaio senza essere in possesso della necessaria qualifica.

L’ipotesi di esercizio abusivo della professione riguarda anche la titolare, alla quale viene contestato di aver impiegato la giovane per circa sette mesi pur in assenza dei requisiti richiesti.

L’ordinanza cautelare, emessa dal gip di Monza su richiesta della Procura, ipotizza dunque i reati di maltrattamenti e di esercizio abusivo della professione.

Perquisizioni anche nell’asilo

Le misure cautelari sono state eseguite alle prime ore dell’alba di lunedì 10 agosto. Parallelamente, gli investigatori hanno dato esecuzione a una serie di perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Monza nei confronti delle altre due educatrici indagate.

Le attività hanno interessato più province: Monza e Brianza, Bergamo e Parma. La stessa struttura per l’infanzia è stata sottoposta a perquisizione, con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili a ricostruire i fatti e verificare le responsabilità individuali.

L’inchiesta, dunque, resta aperta e dovrà ora consentire di chiarire nel dettaglio la natura, la frequenza e le responsabilità delle condotte contestate. Per le persone coinvolte, come previsto dalla legge, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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