Una notte che doveva segnare la fine di una relazione si è trasformata in tragedia. A Somma Lombardo, in provincia di Varese, l’incontro tra una donna e il suo ex compagno si è consumato nel sangue, lasciando sul selciato una vittima innocente e una scia di interrogativi ancora aperti.
«Lo ha voluto uccidere. E se avesse potuto, avrebbe ucciso anche me». È una dichiarazione netta, senza esitazioni, quella resa agli investigatori dalla ex fidanzata di Mirko Bertellini, 43 anni, fermato per l’omicidio di Federico Venco, 36enne travolto e ucciso nella notte tra l’1 e il 2 agosto.
Secondo la ricostruzione, la donna si trovava lungo la statale nei pressi del cimitero di Maddalena, dove avrebbe dovuto incontrare Bertellini per uno degli ultimi confronti. Aveva perso il telefono e stava cercando di orientarsi quando Venco, motociclista di passaggio, si è fermato per aiutarla. Un gesto semplice, che si è rivelato fatale.
Bertellini, arrivato sul posto, avrebbe scambiato l’uomo per un rivale. A quel punto, sempre secondo il racconto della donna, avrebbe deliberatamente puntato la moto, travolgendola con l’auto. L’impatto è stato violentissimo: Venco è morto sul colpo. Subito dopo, il 43enne sarebbe sceso dal veicolo e si sarebbe scagliato contro l’ex compagna, fermato solo dall’intervento di alcuni automobilisti di passaggio.
La testimonianza della donna, già verbalizzata, rappresenta un tassello cruciale dell’indagine coordinata dalla Procura di Busto Arsizio. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma lavorano su più fronti: dalla natura del rapporto tra i due ex partner fino ai possibili segnali di premeditazione.
A rafforzare questa ipotesi, un dettaglio inquietante: all’interno dell’auto di Bertellini sono stati trovati un coltello e un pesante sasso. Oggetti che aprono scenari ancora più cupi, suggerendo che l’appuntamento potesse avere un epilogo già scritto.
Martedì l’uomo, descritto come tossicodipendente, dovrà comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida del fermo. Nel frattempo, gli inquirenti stanno esaminando anche il cellulare recuperato dai carabinieri, elemento che potrebbe chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.
Resta il dramma di una vita spezzata per un gesto di altruismo e il sospetto che quella notte non sia stata frutto di un impulso improvviso, ma l’esito di una spirale di ossessione e violenza pronta a colpire ancora.
