6 Ottobre 2026, martedì
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Omicidio Bruno, il cold case si chiude dopo 14 anni: arrestati i presunti responsabili della rapina mortale

Le indagini dei Carabinieri di Pinerolo, coordinate dalla Procura di Torino, riaprono uno dei casi irrisolti più drammatici del territorio. Individuati i tre presunti autori della rapina del 2013 costata la vita al commerciante Giovanni Bruno: due sono stati arrestati, il terzo è deceduto nel 2018.

Quattordici anni di silenzio investigativo, di piste da ricostruire e di elementi da riconsiderare. Un lavoro paziente e meticoloso che oggi porta a una svolta decisiva in uno dei più dolorosi fatti di cronaca avvenuti nel Pinerolese. I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Pinerolo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torino, hanno infatti risolto il cosiddetto cold case dell’omicidio di Giovanni Bruno, il titolare di un bar-tabacchi di Pinerolo ucciso durante una rapina il 4 giugno 2013.

Quella sera tre malviventi fecero irruzione nell’attività commerciale con l’obiettivo di mettere a segno una rapina. Durante l’azione criminale, uno dei componenti del gruppo esplose diversi colpi di pistola contro il commerciante, che perse la vita. Un delitto che sconvolse profondamente la comunità locale e che, nonostante le indagini avviate nell’immediatezza dei fatti, era rimasto senza un volto certo per oltre un decennio.

La svolta è arrivata grazie alla riapertura del fascicolo e a una complessa attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che hanno riesaminato il caso raccogliendo nuovi elementi probatori. Le indagini hanno consentito di identificare con certezza i tre presunti responsabili della rapina e dell’omicidio. Uno di loro, però, è deceduto circa otto anni fa, mentre per gli altri due la Procura ha richiesto una misura cautelare, accolta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il primo arresto è stato eseguito il 27 luglio. In manette è finito un uomo di 79 anni, originario della Sardegna e già noto alle forze dell’ordine, rintracciato a Torino e trasferito nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno”. Il giorno successivo, 28 luglio, i Carabinieri hanno arrestato anche il secondo indagato, un torinese di 53 anni, anch’egli con precedenti, che è stato condotto nello stesso istituto penitenziario.

L’operazione rappresenta il punto di arrivo di un’indagine lunga e complessa, dimostrando come il tempo non cancelli la possibilità di fare luce anche sui delitti più difficili da risolvere. La ricostruzione investigativa ha permesso di restituire una risposta giudiziaria a un omicidio che per anni era rimasto senza colpevoli individuati, offrendo un importante segnale sul valore della perseveranza investigativa e sul costante impegno delle forze dell’ordine nel perseguire i responsabili dei reati più gravi.

Resta fermo che i provvedimenti cautelari sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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