2 Ottobre 2026, venerdì
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Risarcimenti mai versati da Roggero: le parti civili pronte al pignoramento

Dopo la condanna definitiva, restano scoperti oltre 480mila euro: i legali annunciano azioni esecutive mentre si apre il capitolo civile

A distanza di mesi dalla sentenza di primo grado – nel frattempo confermata nelle sue statuizioni anche in appello – i risarcimenti stabiliti nei confronti delle parti civili restano, in larga parte, lettera morta. Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’omicidio di due rapinatori fuori dalla sua attività di Grinzane Cavour, non ha ancora versato le somme dovute, fatta eccezione per un unico pagamento.

A chiarire lo stato dell’arte è l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, che nel processo ha assistito la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, il 58enne torinese ucciso insieme al complice Andrea Spinelli, 44 anni, originario di Bra: “Roggero non ha ancora pagato nulla. Con ogni probabilità procederemo con i pignoramenti: risulta titolare di diverse proprietà”.

Il quadro complessivo è quello delineato dalla sentenza: 480mila euro di risarcimenti, oltre alle spese legali, destinati alle quindici persone costituite parte civile. Tra queste figurano, oltre ai familiari di Mazzarino, anche la famiglia di Spinelli, il patrigno di quest’ultimo e Alessandro Modica, l’autista della banda, unico sopravvissuto, rimasto ferito durante la rapina.

Proprio Modica rappresenta, al momento, l’unico caso in cui un pagamento è stato effettivamente eseguito: i 10mila euro di provvisionale a lui spettanti risultano infatti saldati, come confermato dall’avvocata Carla Montarolo. Tutte le altre somme restano invece insolute, mentre si apre ora la fase dei risarcimenti in sede civile, resa possibile dal passaggio in giudicato della sentenza.

Sul tavolo resta anche un ulteriore nodo: quello della raccolta fondi promossa da Roggero dopo la condanna in primo grado e più volte rilanciata pubblicamente. “Non conosciamo l’ammontare preciso – osserva Caruso – ma si tratta di cifre significative. La raccolta era stata presentata sia per coprire le spese legali sia per risarcire le parti civili. Tuttavia, a oggi, non risulta sia stato versato nulla”.

La norma “Salva Roggero” e i suoi limiti

Nel frattempo, il dibattito pubblico si è intrecciato con l’introduzione, all’interno del recente disegno di legge Sicurezza, di una disposizione ribattezzata mediaticamente “Salva Roggero”. La norma prevede l’esclusione del risarcimento in specifici casi di reazione a reati.

Tuttavia, l’impatto concreto di questa previsione sul caso appare nullo. Innanzitutto per ragioni procedurali: il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, non ha natura di decreto legge e dunque non entra immediatamente in vigore, richiedendo l’iter parlamentare ordinario. Ma soprattutto per un principio cardine dell’ordinamento: l’irretroattività della legge, sancita dall’articolo 11 delle preleggi.

In altre parole, anche qualora la norma venisse approvata in tempi rapidi, non potrebbe comunque incidere su una vicenda già definita con sentenza definitiva.

Resta dunque aperto un fronte concreto e immediato: quello dell’esecuzione forzata. E per le parti civili, dopo anni di processo, il tempo delle attese sembra ormai esaurito.

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