5 Ottobre 2026, lunedì
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Striscione a Cesena, Valditara: “Italia agli italiani è frase condivisibile”. Verifiche sul liceo Monti

Il ministro interviene alla Camera sul caso dei due studenti: “Nessuna censura del pensiero politico, ma chiarezza sul rapporto tra sanzioni e regole scolastiche”

Il caso dello striscione esposto al liceo “Monti” di Cesena approda in Parlamento e accende il confronto sul confine tra libertà di espressione e disciplina scolastica. A intervenire è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che durante il Question Time alla Camera prende posizione con parole destinate a far discutere: “L’affermazione ‘l’Italia agli italiani’ non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz’altro condivisibile”.

Rispondendo a un’interrogazione del deputato Rossano Sasso, il ministro ha chiarito la propria lettura della frase, sostenendo che essa “comprende tutti i cittadini del nostro Paese” e che, in quanto tale, rientra nel lessico politico già utilizzato da forze che compongono l’attuale maggioranza di governo. Una presa di posizione netta, che si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul ruolo della scuola come spazio di confronto e formazione critica.

Al centro della vicenda, la decisione del Consiglio di classe del liceo cesenate dopo l’esposizione dello striscione da parte di due studenti. Valditara ha spiegato di aver avviato una verifica, tuttora in corso, tramite l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo dell’accertamento è chiarire se vi sia stato un nesso tra la violazione delle regole scolastiche e le successive attività didattiche assegnate agli studenti, in particolare un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio “Gli africani siamo noi”.

Il ministro ha ribadito che non esiste alcun potere diretto del dicastero sulle valutazioni dei singoli Consigli di classe, ma ha posto l’accento su un eventuale scenario critico: qualora emergesse un collegamento tra il contenuto dell’elaborato e il messaggio dello striscione — anziché con una semplice infrazione disciplinare — si configurerebbe “un episodio grave”, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti.

Nel suo intervento, Valditara ha richiamato i principi alla base della recente riforma del comportamento, sottolineando che le sanzioni scolastiche devono avere una finalità educativa, orientata al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di relazioni corrette all’interno della comunità scolastica. “In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui”, ha precisato, richiamando anche lo Statuto delle studentesse e degli studenti, che tutela esplicitamente il diritto a esprimere il proprio pensiero politico.

A completare il quadro, il riferimento a una circolare ministeriale che invita le scuole a promuovere il pluralismo, il dibattito e lo spirito critico, contrastando ogni forma di indottrinamento. “La grande missione della scuola — ha concluso il ministro — è educare alla libertà: da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie”.

Una linea che rilancia il dibattito pubblico sul ruolo dell’istruzione nella formazione civica e sul delicato equilibrio tra regole, autonomia didattica e libertà di espressione degli studenti.

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