25 Giugno 2026, giovedì
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Guerra dei droni nel cuore della Russia: morti e blackout, Mosca accusa Kiev di “terrorismo”

Raid su Belgorod, Sebastopoli e Niznij Novgorod: almeno tre vittime e diversi feriti. Zelensky rilancia sui negoziati: “Anche i russi sono stanchi del conflitto”

Una notte di fuoco e droni ha riportato la guerra nel profondo del territorio russo, con attacchi coordinati che hanno colpito Belgorod, la Crimea e la regione di Niznij Novgorod. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno tre morti e diversi feriti, mentre Mosca alza il livello dello scontro verbale accusando Kiev di colpire deliberatamente obiettivi civili.

Secondo le autorità locali russe, nella regione di Belgorod – da mesi esposta a incursioni e bombardamenti – un uomo ha perso la vita nel villaggio di Privetny, nel distretto di Veydelevsky, a causa dell’esplosione di un drone. Una donna è rimasta ferita dalle schegge ed è stata trasportata in ospedale. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Tass, che cita fonti amministrative locali.

La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Il portavoce Dmitry Peskov ha utilizzato toni durissimi, sostenendo che gli attacchi contro infrastrutture civili “rivelano la natura nazista” dell’Ucraina, una retorica ormai consolidata nella narrazione ufficiale russa del conflitto.

Ma è in Crimea che si sono registrati gli effetti più evidenti sul piano strategico. A Sebastopoli, città chiave per la flotta russa del Mar Nero, un massiccio raid di droni ha provocato un blackout diffuso. Il governatore filorusso Mikhail Razvozhaev ha confermato danni a edifici residenziali, almeno due feriti e diversi incendi. Nel mirino, secondo fonti ucraine, ci sarebbe stata la centrale termoelettrica di Balaklava, infrastruttura cruciale per l’approvvigionamento energetico della penisola.

Le squadre tecniche sono al lavoro per ripristinare l’elettricità, ma l’episodio evidenzia ancora una volta la vulnerabilità delle infrastrutture russe, anche in territori annessi e militarmente presidiati.

Ancora più sorprendente, per profondità geografica, l’attacco nella regione di Niznij Novgorod, a centinaia di chilometri dal fronte. Qui, secondo il governatore Gleb Nikitin, due persone sono state uccise e altre due ricoverate in ospedale dopo un’incursione con velivoli senza pilota. Le difese aeree, ha assicurato, avrebbero respinto l’attacco, ma non senza conseguenze.

Una sequenza di raid che segna un’ulteriore escalation nella guerra asimmetrica tra Mosca e Kiev, sempre più combattuta a colpi di droni e sabotaggi nelle retrovie.

Sul piano politico, intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a spingere per una soluzione negoziale, pur in un contesto di ostilità crescente. “Anche in Russia cresce il malcontento”, ha dichiarato, sottolineando come una parte della popolazione inizi a interrogarsi sulla durata e sul costo del conflitto.

Secondo Zelensky, le difficoltà economiche e sociali interne starebbero contribuendo a rendere più evidente la realtà della guerra per i cittadini russi. Kiev, ha aggiunto, avrebbe già avanzato proposte concrete per avviare “veri negoziati”.

Ma sul terreno, intanto, la guerra continua a espandersi ben oltre le linee del fronte, trasformando città e infrastrutture lontane dai combattimenti in nuovi bersagli. Un segnale chiaro: il conflitto non solo non si arresta, ma cambia forma, portando il suo peso sempre più in profondità nei territori coinvolti.

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