16 Agosto 2026, domenica
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Medio Oriente, tregua annunciata tra Israele e Hezbollah. Ma Beirut smentisce: “Raid ancora in corso”

Fonti Usa parlano di accordo raggiunto con la mediazione di Qatar e Iran. Slittano intanto i colloqui sul nucleare iraniano. Trump attacca Netanyahu: “Va tenuto lucido”

Una tregua fragile, annunciata ma subito messa in discussione. Secondo fonti statunitensi, Israele e Hezbollah avrebbero raggiunto un accordo per il cessate il fuoco nel sud del Libano, con entrata in vigore fissata alle 16 ora locale (le 15 in Italia). L’intesa, riferita in via confidenziale da un alto funzionario americano, sarebbe il risultato di una complessa mediazione condotta da Stati Uniti e Qatar, con il coinvolgimento indiretto dell’Iran.

“Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco dopo gli scontri odierni”, ha dichiarato la fonte, sottolineando come l’accordo sia maturato nelle ultime ore a seguito di un’intensa attività diplomatica. Tuttavia, dal Libano arrivano segnali opposti: da Beirut giungono smentite nette, con fonti locali che denunciano la prosecuzione dei raid da parte delle forze israeliane, alimentando dubbi sulla reale tenuta dell’intesa.

Sul piano regionale, il quadro resta estremamente fluido. Un ulteriore elemento di tensione è rappresentato dallo stallo nei rapporti tra Washington e Teheran: i colloqui previsti in Svizzera per rilanciare il negoziato sul nucleare iraniano sono stati rinviati a tempo indeterminato. L’annuncio è arrivato dal governo elvetico, poche ore dopo la cancellazione della visita del vicepresidente statunitense JD Vance, segnale di un raffreddamento improvviso delle trattative.

Non meno rilevanti le crepe nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. Il clima è stato reso ancora più incandescente dalle dichiarazioni di Donald Trump, che in un’intervista ha definito “normale” il rapporto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, salvo poi aggiungere una frase destinata a far discutere: “Dobbiamo mantenerlo sano di mente”. Parole che fotografano una relazione tutt’altro che lineare tra Washington e Tel Aviv.

Lo stesso Trump ha poi rilanciato con toni ancora più assertivi: “Non ci sono limiti al mio potere”, dichiarazione che si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni politiche e strategiche.

In questo scenario complesso, la presunta tregua tra Israele e Hezbollah rischia di restare un annuncio più che una realtà consolidata. Sul terreno, intanto, continuano a prevalere incertezza e instabilità, mentre la diplomazia internazionale appare impegnata in una corsa contro il tempo per evitare un’ulteriore escalation.

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