16 Agosto 2026, domenica
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Fed al banco di prova, Europa in attesa: mercati prudenti nel giorno di Warsh

Listini senza direzione alla vigilia della prima mossa del nuovo governatore della Federal Reserve. A Milano corrono le banche, scivola Stellantis. Petrolio in calo con l’ipotesi di riapertura dello Stretto di Hormuz

Avvio all’insegna della cautela per le principali Borse europee, che si muovono senza una direzione precisa nel giorno più atteso dai mercati finanziari globali: quello del debutto di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Gli investitori restano alla finestra, in attesa di indicazioni sulla traiettoria dei tassi di interesse statunitensi, vero ago della bilancia per l’equilibrio economico internazionale.

A Milano il Ftse Mib apre poco sopra la parità (+0,13%), dopo aver aggiornato i massimi nella seduta precedente. Andamento simile per le altre piazze del continente: Francoforte cede lo 0,37%, Parigi arretra dello 0,13%, mentre Madrid (+0,08%) e Londra (+0,05%) si mantengono leggermente in territorio positivo. Segnali più incoraggianti arrivano dall’Asia, con Tokyo che chiude in rialzo dello 0,72%.

Il focus resta tutto sulla riunione della banca centrale americana. Le attese del mercato convergono su una pausa nella stretta monetaria, ma l’attenzione sarà rivolta soprattutto al tono e ai contenuti del primo intervento ufficiale di Warsh. Le sue parole potrebbero fornire indicazioni decisive sulle prossime mosse della Fed, in un contesto ancora segnato dalle tensioni inflazionistiche degli ultimi mesi. Tuttavia, proprio sul fronte dei prezzi si intravedono segnali di possibile raffreddamento, anche alla luce del riavvicinamento tra Stati Uniti e Iran.

Sul piano geopolitico, infatti, si va delineando un accordo tra Washington e Teheran che potrebbe avere effetti immediati sui mercati energetici. Tra le conseguenze più rilevanti, la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero globale. L’intesa, attesa per venerdì, prevede un periodo di implementazione di 60 giorni e lascia ancora aperti alcuni nodi, a partire dal dossier nucleare iraniano. Intanto, i prezzi del greggio proseguono la fase di ripiegamento: il Wti scende dello 0,38% a 75,76 dollari al barile, mentre il Brent si mantiene stabile attorno ai 79 dollari.

A Piazza Affari, il settore bancario si conferma protagonista. UniCredit guadagna l’1,8% dopo aver incrementato la propria partecipazione in Commerzbank, nonostante il persistente veto del governo tedesco a un’eventuale scalata. Brillante anche Bff (+7%), sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile interesse da parte di Banco Bpm (+2%) e Amco. Sul fronte opposto, pesa Stellantis (-3%), fanalino di coda del listino nel giorno dell’audizione alla Camera dell’amministratore delegato Antonio Filosa.

Sul mercato valutario l’euro si mantiene stabile a quota 1,16 sul dollaro. In calo lo spread tra Btp e Bund, che scende sotto i 70 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,61%.

Una giornata di transizione, dunque, in cui i mercati scelgono la prudenza, sospesi tra le incognite della politica monetaria e le nuove variabili geopolitiche. Il vero spartiacque sarà rappresentato dalle parole di Warsh: da lì potrebbe partire la prossima direzione dei mercati globali.

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