13 Luglio 2026, lunedì
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Gates davanti al Congresso: “Errore incontrare Epstein. Mai visto comportamenti illeciti”

Il fondatore di Microsoft testimonia a porte chiuse a Capitol Hill sui rapporti con il finanziere morto nel 2019. “Non sono mai stato nella sua isola o nelle sue proprietà”. Sotto esame anche l’impatto sulla reputazione della Gates Foundation.

“Non avrei mai dovuto incontrare Jeffrey Epstein”. Con queste parole nette Bill Gates ha aperto la sua deposizione davanti alla commissione di supervisione della Camera dei Rappresentanti, riunita a porte chiuse a Capitol Hill per fare luce sui rapporti tra il cofondatore di Microsoft e il finanziere condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019.

Un’ammissione che suona come un tentativo di chiudere definitivamente una vicenda che negli ultimi anni ha sollevato interrogativi e ombre sulla figura del magnate americano e, soprattutto, sulla reputazione della sua fondazione filantropica. Gates ha riconosciuto che, alla luce delle informazioni oggi disponibili, qualsiasi possibile vantaggio — inclusa l’eventuale capacità di Epstein di attrarre donatori — non avrebbe mai giustificato un’associazione con lui.

Nel corso della testimonianza, l’imprenditore ha tuttavia ribadito con fermezza di non aver mai assistito a comportamenti criminali da parte di Epstein né di aver avuto elementi che facessero sospettare attività illecite. “Non ho mai avuto alcun indizio”, ha dichiarato, aggiungendo di non aver mai visitato né l’isola privata del finanziere, né il ranch in New Mexico, né la villa in Florida, luoghi divenuti simbolo delle indagini sulle sue condotte.

Prima dell’audizione, Gates si era fermato brevemente con i giornalisti, sottolineando la natura volontaria della sua presenza davanti alla commissione e la volontà di collaborare: “Sono contento di essere qui per contribuire al lavoro della commissione e aiutare a fare chiarezza, soprattutto nell’interesse delle vittime”.

Al centro dell’indagine parlamentare vi è proprio la natura dei rapporti tra Gates ed Epstein, una relazione che, pur definita limitata dal fondatore di Microsoft, ha avuto ripercussioni significative sul piano dell’immagine pubblica. I legislatori puntano a ricostruire contatti, finalità e contesto degli incontri, valutando se e in che misura abbiano inciso sulla credibilità della Gates Foundation.

Secondo quanto riportato dal New York Times, Gates si sarebbe affidato a Jake Greenberg, già capo consulente investigativo della stessa commissione, per gestire le conseguenze mediatiche e legali emerse dopo la diffusione dei cosiddetti “Epstein files”.

Nel corso della deposizione, Gates ha anche respinto in modo categorico qualsiasi coinvolgimento in abusi: “Non ho mai molestato nessuna ragazza nell’ambito dei miei rapporti con Epstein”, ha dichiarato.

La testimonianza rappresenta un passaggio cruciale in un’inchiesta che continua a intrecciare potere, finanza e responsabilità morale, mentre il Congresso americano cerca di fare piena luce su una rete di relazioni che, ancora oggi, solleva interrogativi irrisolti.

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