25 Giugno 2026, giovedì
HomeItaliaCronacaNapoli, gambizzato per un like: vendetta social sfocia nel sangue

Napoli, gambizzato per un like: vendetta social sfocia nel sangue

All’Arenaccia un 29enne disabile colpito all’unica gamba rimasta. Fermato un giovane: ha confessato di aver sparato per gelosia. «Ringrazia perché non ti ho ucciso»

Un “mi piace” sui social trasformato in movente di violenza brutale. Accade a Napoli, nel quartiere Arenaccia, dove un 29enne disabile è stato raggiunto da un colpo di pistola all’unica gamba rimasta, in un episodio che racconta con drammatica evidenza la deriva di una conflittualità sempre più alimentata dal mondo digitale.

Nelle scorse ore la polizia ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un giovane ritenuto responsabile dell’agguato. Il ragazzo, assistito dal proprio legale, ha ammesso davanti agli investigatori della Squadra Mobile di aver sparato per vendicarsi di un “like” che la vittima aveva lasciato sul profilo social della sua fidanzata. Un gesto banale, interpretato però come un affronto da punire.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una discussione degenerata rapidamente. Il giovane, che avrebbe agito mentre era in sella a uno scooter insieme a un complice, ha esploso un colpo di arma da fuoco colpendo il 29enne. Subito dopo si sarebbe impossessato del cellulare della vittima, poi restituito solo in seguito a una trattativa.

Le accuse contestate sono pesanti: porto e detenzione illegale di arma da fuoco, lesioni gravi e rapina. Un quadro aggravato anche dai legami familiari del fermato con ambienti della criminalità organizzata locale, elemento che gli investigatori stanno approfondendo.

In un primo momento, ricoverato in ospedale, il 29enne aveva parlato di una semplice rapina. Solo successivamente, convinto dal proprio avvocato, Francesco Petruzzi, ha deciso di raccontare la versione completa dei fatti, consentendo agli inquirenti di consolidare un quadro investigativo già supportato da indizi significativi.

Le condizioni della vittima restano serie. Nei giorni scorsi è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e al momento non è possibile stabilire se riuscirà a recuperare pienamente l’uso dell’arto o se sarà costretto sulla sedia a rotelle.

A rendere ancora più inquietante la vicenda è la frase che, secondo quanto emerso, l’aggressore avrebbe rivolto al ferito prima di allontanarsi: «Ringrazia perché non ti ho ucciso». Parole che restituiscono il clima di intimidazione e la sproporzione tra causa e conseguenze, in una storia che fotografa il cortocircuito tra relazioni virtuali e violenza reale.

Durante l’interrogatorio, il giovane ha dichiarato di essersi pentito del gesto. Un pentimento che arriva però dopo un atto che rischia di segnare per sempre la vita della vittima e che rilancia, ancora una volta, l’allarme sulla facilità con cui dinamiche apparentemente insignificanti possono sfociare in episodi di estrema gravità.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti