3 Ottobre 2026, sabato
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Mozambico, vescovo assassinato nella notte: ucciso in casa a colpi di arma da fuoco

Irruzione armata nella residenza episcopale di Quelimane: mons. Osório Citora Afonso freddato al petto. Indagini in corso sul movente

Un’aggressione violenta, consumata nel cuore della notte, ha scosso la comunità cattolica e l’intero Mozambico. Monsignor Osório Citora Afonso, vescovo della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi della Beira, è stato ucciso nella sua residenza da colpi d’arma da fuoco esplosi da un gruppo di assalitori ancora senza volto.

Secondo quanto riferito dal Servizio nazionale di investigazione criminale (Sernic), il presule è stato raggiunto al petto durante un’irruzione nella Casa Episcopal, avvenuta in circostanze ancora avvolte nell’incertezza. Non è stato possibile stabilire con precisione il numero degli aggressori né chiarire, al momento, le ragioni alla base dell’attacco. Gli inquirenti hanno aperto un’indagine per identificare i responsabili e ricostruire la dinamica del delitto.

La notizia ha suscitato sgomento ai vertici della Chiesa locale. Il presidente della Conferenza episcopale del Mozambico, mons. Inácio Saúre, ha confermato il decesso senza fornire ulteriori dettagli sulle cause dell’uccisione. Cordoglio è stato espresso anche dalle istituzioni civili: il presidente della Repubblica, Daniel Chapo, ha parlato di “profondo sentimento di pesar e costernazione”, definendo la morte del vescovo “una perdita irreparabile per la società mozambicana e per la comunità cristiana”.

Nato il 6 maggio 1972 a Ribaué, nella diocesi di Nampula, membro dei Missionari della Consolata, mons. Afonso era stato ordinato sacerdote nel 2002. La sua ascesa nell’episcopato era stata recente ma significativa: consacrato vescovo nel gennaio 2024, era stato nominato alla guida della diocesi di Quelimane il 25 luglio 2025. Solo pochi mesi fa, nell’aprile 2026, gli era stata affidata anche l’amministrazione apostolica dell’arcidiocesi della Beira, segno della fiducia riposta in lui ai vertici della Chiesa.

La sua uccisione apre interrogativi inquietanti in un Paese dove tensioni sociali e fragilità istituzionali continuano a intrecciarsi con episodi di violenza. Resta ora da chiarire se si tratti di un attacco mirato o dell’ennesima manifestazione di insicurezza diffusa. Intanto, la comunità locale piange un pastore che, in pochi anni, era diventato punto di riferimento spirituale e umano per migliaia di fedeli.

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