Si aggrava il bilancio delle vittime dopo i raid aerei israeliani che hanno colpito il Libano meridionale nelle ultime ore, in un contesto di crescente instabilità lungo l’intero scacchiere mediorientale. Secondo il centro operativo di emergenza del ministero della Salute libanese, gli attacchi hanno causato almeno cinque morti e 48 feriti, con danni significativi anche alle infrastrutture civili e sanitarie.
Particolarmente grave l’episodio che ha coinvolto l’ospedale di Tebnine, dove un bombardamento ha provocato il ferimento di undici persone, tra cui un medico e cinque membri del personale sanitario. La struttura ha riportato danni rilevanti, sollevando nuove preoccupazioni sulla tutela delle strutture mediche nelle aree di conflitto.
Il bilancio si aggrava ulteriormente guardando alle singole località colpite. A Bourj el-Chemali, nei pressi di Tiro, si contano due vittime – tra cui un bambino – e 32 feriti, tra i quali anche quattro cittadini palestinesi. A Ebba, nel distretto di Nabatiyeh, altre tre persone hanno perso la vita, mentre cinque risultano ferite, inclusi una donna e un cittadino siriano.
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha intensificato le misure preventive sul territorio, diramando ordini di evacuazione per diversi centri abitati del Sud del Libano. In un messaggio rivolto alla popolazione civile, il portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane ha invitato gli abitanti di Sidone, Mazraat Kawthariyat al-Raz e al-Zarariyeh ad abbandonare immediatamente le proprie abitazioni e a spostarsi a nord del fiume Zahrani.
L’avviso, definito “urgente”, motiva la decisione con la presunta violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah e con i suoi attacchi contro il territorio israeliano. “Le forze israeliane sono costrette ad agire con la forza, soprattutto nelle vostre aree”, si legge nel comunicato, che avverte inoltre dei rischi per chiunque si trovi in prossimità di infrastrutture o combattenti del movimento sciita.
Parallelamente, la tensione si estende anche al Golfo Persico. Il Comando generale delle Forze di difesa del Bahrein ha annunciato di aver intercettato e distrutto tre missili e diversi droni, attribuendo la responsabilità all’Iran. Secondo Manama, si tratterebbe dell’ennesima dimostrazione di un “approccio ostile sistematico” da parte di Teheran, accusata di prendere di mira obiettivi civili nel Regno.
Un quadro che conferma l’allargamento della crisi ben oltre il confine israelo-libanese, con segnali di escalation che coinvolgono attori regionali e alimentano il timore di un conflitto sempre più esteso e difficile da contenere.
