25 Settembre 2026, venerdì
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Notte di fuoco sull’Ucraina, Kiev nel mirino: pioggia di missili e droni, morti e blackout nella capitale

L’attacco più massiccio dall’inizio della guerra: oltre 700 vettori lanciati da Mosca. Colpite Kiev, Dnipro, Kharkiv e Zaporizhzhia. Civili sotto le macerie, infrastrutture in tilt

Una notte interminabile, scandita dal suono delle sirene e illuminata dai bagliori delle esplosioni. L’Ucraina si risveglia dopo uno degli attacchi più violenti dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, una offensiva su larga scala che ha colpito simultaneamente diverse città strategiche del Paese, da Kharkiv a Dnipro, da Zaporizhzhia fino alla capitale Kiev.

Secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare ucraina, Mosca ha impiegato una potenza di fuoco senza precedenti: 73 missili tra balistici, da crociera e ipersonici, accompagnati da un massiccio sciame di 656 droni d’attacco. Solo una parte dei vettori è stata intercettata: decine sono riusciti a raggiungere il suolo, provocando devastazioni diffuse, incendi e crolli.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno dieci vittime in tutto il Paese e oltre cento feriti, mentre continua la ricerca di dispersi tra le macerie degli edifici colpiti. Numeri destinati a salire con il passare delle ore.

Kiev sotto assedio
La capitale è stata il principale bersaglio dell’offensiva. L’allarme è scattato nella notte, con un messaggio secco dell’aeronautica: “Razzi su Kiev”. A seguire, le comunicazioni delle autorità locali hanno invitato la popolazione a rifugiarsi nei bunker mentre i sistemi di difesa aerea entravano in azione.

Il sindaco Vitaliy Klitschko ha confermato una serie di esplosioni in diversi quartieri della città. Le immagini diffuse sui social mostrano colonne di fumo nero levarsi sopra i palazzi, mentre squadre di soccorso e vigili del fuoco lavorano senza sosta tra incendi e detriti.

Il capo dell’amministrazione militare della capitale, Tymur Tkachenko, ha parlato di almeno quattro morti e 58 feriti, tra cui due bambini. Ma il timore è che il numero reale sia più alto: diverse persone risultano intrappolate sotto le macerie, in particolare nel quartiere Podilskyi, dove un edificio residenziale di nove piani è crollato dopo un presunto doppio impatto missilistico.

Nel distretto di Obolonsky, i resti di un drone sono precipitati nei pressi di un asilo, aumentando ulteriormente la tensione per la sicurezza dei civili. Intanto, ampie zone della città sono sprofondate nel buio a causa dei danni alla rete elettrica.

Dnipro e Kharkiv colpite duramente
Non meno drammatica la situazione a Dnipro, anch’essa investita da una raffica di missili e droni. Le autorità locali parlano di almeno sei morti e 36 feriti, molti in condizioni critiche. Tra le vittime una donna di 73 anni, rimasta uccisa nell’incendio della sua abitazione, una casa a due piani parzialmente distrutta dall’impatto.

A Kharkiv, nel quartiere di Slobidskyi, i bombardamenti hanno causato il ferimento di almeno sette persone, tra cui una bambina. Anche qui si registrano danni a edifici residenziali e infrastrutture.

Un attacco annunciato
L’offensiva era stata in qualche modo anticipata dal presidente Volodymyr Zelensky, che nei giorni scorsi aveva avvertito della possibilità di un’escalation. La portata dell’attacco, tuttavia, supera ogni previsione recente e segna un nuovo picco nella strategia militare russa.

Colpire contemporaneamente più città e infrastrutture civili sembra rispondere a una logica di pressione psicologica oltre che militare: mettere in difficoltà il sistema difensivo ucraino, saturandolo, e al tempo stesso piegare la resistenza della popolazione.

Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie e le autorità aggiornano il bilancio delle vittime, resta l’immagine di un Paese ancora sotto assedio, dove anche la notte non offre più riparo.

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