6 Ottobre 2026, martedì
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Affluenza in frenata alle amministrative: alle 19 vota poco più di un terzo degli elettori

Partecipazione al 34,5%, oltre due punti in meno rispetto alla precedente tornata. Crollo marcato nel Centro-Nord, mentre il Sud tiene e in alcuni casi cresce

Urne aperte dalle 7 del mattino fino alle 23 per la nuova tornata di elezioni amministrative che coinvolge 894 Comuni italiani, chiamati a rinnovare sindaci, Giunte e Consigli comunali. Un appuntamento elettorale diffuso e significativo, che interessa oltre 6,6 milioni di cittadini e che già nelle prime ore restituisce un segnale chiaro: la partecipazione è in calo.

Alle 19, a quattro ore dalla chiusura dei seggi nella prima giornata di voto, l’affluenza si è fermata al 34,5%. Un dato che conferma e amplifica la tendenza già emersa a mezzogiorno, quando si era registrato un modesto 14,73%. Rispetto all’ultima tornata amministrativa, la flessione supera i due punti percentuali, delineando un quadro di disaffezione che attraversa gran parte del Paese.

A pesare è soprattutto il crollo nel Centro-Nord. Lombardia e Piemonte guidano la contrazione, con una perdita superiore ai sette punti percentuali rispetto al passato. Un arretramento netto, che segnala una minore mobilitazione dell’elettorato in aree tradizionalmente partecipative.

Di segno opposto, invece, la dinamica nel Mezzogiorno. Campania, Calabria e Basilicata mostrano una tenuta più solida, con livelli di affluenza in linea o persino superiori rispetto alla precedente consultazione. Un dato che contribuisce a riequilibrare, almeno in parte, il calo complessivo.

Nel dettaglio, sono 121 i Comuni sopra i 15mila abitanti chiamati al voto — tra questi 18 capoluoghi — mentre 773 sono i centri di dimensioni inferiori. Nei Comuni più grandi, il sistema elettorale consente una maggiore articolazione del voto: gli elettori possono scegliere il candidato sindaco, una lista collegata oppure optare per il voto disgiunto, indicando un candidato e una lista non appartenente alla stessa coalizione. Nei centri sotto i 15mila abitanti, invece, questa possibilità non è prevista, poiché ogni candidato è sostenuto da una sola lista.

Le operazioni di voto riprenderanno domani mattina alle 7 e si concluderanno alle 15, quando inizierà immediatamente lo scrutinio. Nei Comuni in cui nessun candidato raggiungerà la maggioranza al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio già fissato per domenica 7 e lunedì 8 giugno, con gli stessi orari.

Per ora, il dato politico più evidente resta quello della partecipazione: un segnale che, al di là degli equilibri locali, interroga partiti e istituzioni sulla crescente distanza tra cittadini e urne.

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