La guerra tra Russia e Ucraina rialza bruscamente il livello dello scontro e torna a bussare alle porte della capitale russa. Dopo la fragile tregua di inizio maggio, la notte appena trascorsa segna una nuova escalation: Mosca e vaste aree del Paese sono state bersaglio di un attacco coordinato con centinaia di droni lanciati da Kiev, in quella che le autorità russe descrivono come una delle operazioni più massicce dall’inizio dell’invasione.
Secondo il Ministero della Difesa di Mosca, sarebbero stati 556 i velivoli senza pilota intercettati e abbattuti dai sistemi di difesa aerea sopra diverse regioni della Federazione, inclusa quella della capitale. Un numero che, se confermato, rappresenterebbe uno dei picchi più alti mai registrati in una singola offensiva.
La notte dei droni sulla capitale
Il bilancio provvisorio nell’area di Mosca parla di almeno tre vittime e numerosi feriti. Le autorità locali riferiscono che oltre 120 droni erano diretti verso la capitale, alcuni dei quali sono riusciti a superare le difese e a colpire obiettivi tra centro e periferia.
Tra gli episodi più gravi, l’impatto di un drone su una casa privata ha causato la morte di una donna, mentre il crollo di un’abitazione ha ucciso due uomini. A fornire i dettagli è stato il governatore della regione, Andrey Vorobyov, che ha definito l’operazione “un attacco su vasta scala”.
Danni si registrano anche a infrastrutture sensibili. Un cantiere situato nei pressi di una raffineria di petrolio e gas è stato colpito, provocando il ferimento di dodici persone. L’impianto, tuttavia, non avrebbe subito interruzioni nelle attività produttive, limitando così l’impatto economico immediato dell’azione.
Il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin, ha sottolineato come le difese aeree abbiano neutralizzato “decine di droni” diretti verso la città, evitando conseguenze ben più gravi.
Un attacco diffuso su tutto il territorio
L’offensiva non si è limitata alla sola Mosca. Il Ministero della Difesa russo sostiene che i droni siano stati intercettati in 14 regioni, oltre che sulla Crimea e sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov.
Tra le aree coinvolte figurano Belgorod, Kursk, Bryansk, Voronezh, Tula, Rostov e Krasnodar: un’ampia fascia territoriale che evidenzia la portata strategica dell’operazione ucraina, capace di colpire in profondità il territorio russo.
Secondo le ricostruzioni diffuse da Mosca, uno degli attacchi avrebbe interessato anche un’area vicina alla raffineria della capitale, danneggiando strutture esterne senza compromettere la produzione. Almeno tre abitazioni risultano colpite.
Escalation annunciata
L’attacco si inserisce in un quadro di crescente intensificazione delle operazioni militari. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva nei giorni scorsi annunciato nuove azioni contro obiettivi russi, mentre il Cremlino continua a denunciare un aumento degli attacchi sul proprio territorio.
Il ritorno dei bombardamenti su larga scala, e soprattutto la capacità di colpire la regione della capitale, segna un passaggio simbolico e strategico: la guerra, sempre più tecnologica e diffusa, non resta confinata alle linee del fronte ma si estende al cuore dei due Paesi.
Con i cieli russi attraversati da centinaia di droni in una sola notte, il conflitto entra così in una nuova fase, dove deterrenza e vulnerabilità convivono in un equilibrio sempre più instabile.
