C’è un equivoco antico quanto la settima arte: pensare che il cinema sia soltanto intrattenimento. Una sequenza di immagini, una fuga dalla realtà, un passatempo da consumare nel buio di una sala. E invece no. Il cinema è cultura viva, è linguaggio universale, è strumento di lettura del mondo. È memoria e visione insieme. E quando questa consapevolezza fatica a trovare spazio in patria, accade che le idee più coraggiose attraversino i confini per trovare altrove il proprio respiro.
È in questo scenario che si inserisce la storia di Travel On Set, una realtà che parla italiano ma ha scelto di muoversi nel mondo. Con sede in Svizzera e un raggio d’azione globale, questa giovane realtà produttiva e creativa è il frutto dell’intuizione e della determinazione di due donne: Angela Bellia ed Ermelinda Maturo. Due nomi che oggi iniziano a farsi strada nei circuiti internazionali, portando con sé un’idea di cinema che unisce territori, culture e prospettive.
Il prossimo 22 maggio, nella prestigiosa cornice del Festival del Cinema di Cannes, Travel On Set presenterà alcuni progetti internazionali. Non si tratta soltanto di una vetrina, ma di una dichiarazione d’intenti: esserci, con una voce propria, in uno dei luoghi simbolo del cinema mondiale. Cannes non è solo un festival, è un crocevia di visioni, un laboratorio globale dove il cinema si reinventa ogni anno. Ed è proprio qui che le idee nate lontano dai riflettori italiani trovano spazio e ascolto.
A rendere ancora più significativa questa presenza sarà la partecipazione di Auge Università, rappresentata dal Magnifico Rettore Giuseppe Catapano. In questa occasione, Angela Bellia ed Ermelinda Maturo riceveranno un Attestato Accademico d’Onore per meriti socioculturali. Un riconoscimento che va oltre la dimensione artistica e sottolinea il valore del loro impegno nel promuovere il cinema come strumento di connessione e crescita.
Abbiamo incontrato Ermelinda Maturo, una delle anime di Travel On Set, per comprendere meglio cosa si muove dietro questa esperienza e per tastare il polso di un settore in continua trasformazione.
Ne emerge il ritratto di una professionista lucida e appassionata, consapevole delle difficoltà ma animata da una visione chiara.
Un segnale chiaro: esiste un cinema italiano che non ha paura di uscire dai propri confini, che sa reinventarsi e dialogare con il mondo.
E forse è proprio da storie come questa che bisogna ripartire per restituire al cinema il suo significato più profondo: non solo intrattenere, ma raccontare, unire, lasciare tracce.
Travel On Set è l’unico format con sede legale in Svizzera e sedi operative in tutto il mondo compresa l’Italia. È un format unico nel suo genere al mondo ed è gestito da lei e da Angela Bellia. Come è nata questa intuizione?
L’intuizione è nata da una riflessione molto semplice ma estremamente contemporanea: il cinema non può più essere vissuto soltanto come un prodotto da guardare, ma deve diventare un’esperienza da vivere dall’interno.
Con Angela Bellia abbiamo immaginato un modello internazionale capace di unire produzione cinematografica, formazione, turismo esperienziale e accesso reale ai set. Abbiamo compreso che esisteva un grande pubblico composto da giovani, appassionati, professionisti e famiglie — che desiderava entrare autenticamente nel mondo del cinema, non solo osservarlo da lontano.
Travel On Set è quindi nato come un ecosistema culturale e produttivo innovativo: un ponte concreto tra industria cinematografica e pubblico internazionale. Oggi rappresenta un format unico perché trasforma il viaggio sul set in uno strumento di produzione, formazione e valorizzazione culturale del territorio.
Ma soprattutto, attraverso i mestieri del cinema, Travel On Set porta cultura umana. Dietro ogni esperienza non c’è soltanto la tecnica cinematografica, ma la crescita personale, il confronto tra culture, il lavoro di squadra, il rispetto dei ruoli e la capacità di comprendere le emozioni e le persone. Il cinema diventa così uno strumento educativo, sociale e internazionale.
Voi producete finanziando i progetti attraverso i viaggi sui set della gente comune. Come funziona esattamente? Sia per chi ha una sceneggiatura senza produttore, sia per chi desidera visitare un set?
Il nostro modello è basato su una struttura integrata.
Da una parte, selezioniamo progetti cinematografici, audiovisivi e artistici che abbiano una forte identità autoriale e un potenziale internazionale. Travel On Set interviene creando attorno al progetto un’esperienza immersiva: backstage, accessi ai set, incontri con il cast e con i professionisti del settore, workshop e percorsi formativi.
Le persone non acquistano semplicemente un viaggio, ma partecipano a un’esperienza cinematografica reale. Una parte delle quote generate da queste esperienze viene reinvestita direttamente nella produzione del progetto.
Per un autore che possiede una sceneggiatura ma non dispone di un produttore, Travel On Set può diventare un acceleratore creativo e produttivo: analizziamo il progetto, la sua sostenibilità internazionale, la sua identità artistica e la possibilità di trasformarlo in un’esperienza produttiva condivisa.
Per chi ama il cinema, invece, Travel On Set offre l’opportunità di vivere il set dall’interno in modo autentico e professionale, entrando in contatto diretto con il processo creativo e produttivo internazionale.
Siete anche una scuola?
Sì. Travel On Set è soprattutto un progetto formativo internazionale con sedi in tutto il mondo.
Abbiamo sviluppato percorsi dedicati a bambini, adolescenti e giovani adulti, con un approccio innovativo che unisce cinema, arte, comunicazione, creatività e crescita personale.
La nostra visione è formare non soltanto professionisti del settore audiovisivo, ma persone capaci di sviluppare sensibilità culturale, linguaggio visivo, spirito critico e capacità relazionali in un contesto internazionale.
Operiamo tra Europa e Stati Uniti, collaborando con professionisti del cinema, della televisione e della produzione artistica internazionale.
Le nuove generazioni e l’approccio con il cinema….
Le nuove generazioni hanno un linguaggio completamente diverso rispetto al passato: più rapido, visivo, emotivo e globale. Il rischio oggi è consumare immagini senza sviluppare una vera cultura dell’immagine. Per questo il cinema deve tornare a essere esperienza, educazione emotiva e costruzione del pensiero critico.
I giovani non devono essere soltanto spettatori passivi di contenuti, ma creatori consapevoli di narrazioni. Ed è proprio qui che il cinema può ancora avere una funzione straordinaria: insegnare empatia, profondità e visione del mondo. Noi crediamo molto nella responsabilità culturale delle immagini.
L’Italia è stata per lungo tempo una grande fucina cinematografica. Oggi, salvo alcune produzioni molto forti, il sistema sembra più fragile. Lei cosa suggerirebbe al mondo cinematografico?
L’Italia possiede ancora uno dei patrimoni culturali, artistici ed estetici più potenti al mondo. Il problema non è il talento: il problema è la visione industriale internazionale.
Oggi il cinema ha bisogno di apertura globale, di investimenti strutturati, di nuovi modelli produttivi e soprattutto di maggiore connessione tra cultura, formazione e industria.
Credo che il sistema cinematografico italiano debba tornare ad avere coraggio creativo, sostenere i giovani autori, valorizzare i territori e creare reti internazionali reali.
Il cinema italiano è stato grande quando ha saputo essere identità culturale ma anche innovazione. E questa capacità può ancora rinascere.
AI e cinema
L’intelligenza artificiale rappresenta una trasformazione inevitabile e molto potente. Come ogni tecnologia, dipende dall’utilizzo che se ne fa. L’AI può diventare uno strumento straordinario per supportare scrittura, organizzazione produttiva, effetti visivi, traduzioni e sviluppo creativo. Tuttavia, il cinema resta profondamente umano. Nessuna tecnologia potrà sostituire la sensibilità, la visione artistica, il dolore, l’empatia e l’esperienza emotiva che un autore porta dentro un’opera. Credo quindi in un equilibrio intelligente: tecnologia e umanità devono collaborare, non sostituirsi.
Come vede il binomio cultura e politica?
Cultura e politica dovrebbero dialogare in modo molto più profondo e strategico.
La cultura non è un elemento decorativo della società: è una struttura economica, educativa e identitaria. Investire nella cultura significa investire nel futuro, nei giovani, nell’immagine internazionale di un Paese e nella sua evoluzione sociale.
Quando politica e cultura collaborano con visione e competenza, possono generare sviluppo reale, occupazione, turismo culturale e crescita civile.
In occasione del Festival di Cannes 2026, il 22 maggio avete un appuntamento importante…
Sì, il 22 maggio, durante il Festival di Cannes, Travel On Set sarà protagonista di un importante appuntamento internazionale dedicato al dialogo tra cinema, cultura, formazione e nuove produzioni globali. Sarà un momento significativo di incontro tra professionisti, artisti, istituzioni e nuovi talenti internazionali, ma soprattutto rappresenterà un’occasione concreta per presentare la nostra visione del cinema del futuro: un cinema sempre più aperto, internazionale, inclusivo e connesso alle nuove generazioni. Durante l’evento, i nostri studenti presenteranno alcuni progetti internazionali di produzione già sviluppati tra Europa e Stati Uniti.
Tra questi:
Actress verso le stelle, un progetto cinematografico girato tra Los Angeles e San Diego; Faith, sviluppato nella città di New York City; e soprattutto Dream On Set, un progetto unico e originale che rappresenta la prima banca mondiale dedicata ai progetti creativi di bambini e adolescenti, con una rete che unisce gli Stati Uniti e l’intero continente europeo.
Dream On Set nasce con l’obiettivo di dare spazio, ascolto e possibilità concrete alle nuove generazioni, trasformando idee e visioni creative in percorsi produttivi, culturali e internazionali reali.
