Questa mattina, negli spazi di Palazzo De Mayo, sede museale e bibliotecaria di grande pregio nel cuore di Chieti, si è svolto un incontro di alto profilo istituzionale e diplomatico che ha visto protagonista il corpo diplomatico del Burundi, guidato dall’ambasciatore Ernest Ndabashinze, ricevuto dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, professor Liborio Stuppia, insieme al sindaco di Chieti Diego Ferrara.
L’appuntamento, promosso nell’ambito delle attività del Centro Diplomatico di Cultura dell’Ambasciata del Burundi, ha assunto fin da subito una valenza che supera la ritualità protocollare, configurandosi come un tassello significativo nel più ampio mosaico delle relazioni tra Italia e continente africano. Un dialogo che, nel contesto delle attuali trasformazioni globali, si fa sempre più strategico sul piano della formazione, della ricerca e dello sviluppo condiviso.
Accanto all’ambasciatore Ndabashinze, hanno partecipato il prof. avv. Giuseppe Catapano, il dott. Eugenio Maisto e la dott.ssa Fiume Imperatore, in rappresentanza del Centro di Cultura Diplomatica burundese in Italia, a testimonianza di una rete di relazioni che punta a consolidare un ponte stabile tra istituzioni accademiche e realtà diplomatiche.
Nel corso del confronto, il rettore Stuppia, insieme al direttore generale Paolo Esposito, al delegato prof. Marcello Costantini e al responsabile dott. Glauco Conte, ha illustrato le prospettive di ampliamento della cooperazione universitaria, con particolare riferimento a convenzioni dedicate e percorsi agevolati per studenti burundesi interessati a intraprendere studi presso l’ateneo abruzzese. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire un accesso più rapido e strutturato ai corsi di laurea, valorizzando al contempo le opportunità offerte dalla dimensione internazionale della formazione.
Il rettore Prof. Liborio Stuppia con il direttore Paolo Esposito, il delegato Prof. Marcello Costantini, il responsabile Dott. Glauco Conte, hanno parlato di sviluppi e disponibilità di collaborazione per i cittadini del Burundi con convenzioni particolari e possibilità di accedere ai corsi in tempi brevi usufruendo di tutte le opportunità internazionali. Il professionale colloquio di S.E. Ambasciatore con il contributo del Prof. Avv. Giuseppe Catapano nella veste di diplomatico Culturale del Burundi in Italia ha presentato tutte le opportunità di sviluppo formativo per il Burundi e l’Università di Chieti e Pescara che si collega al percorso già avviato con auge Università per le qualifiche professionali e con Unisannio.
Un ruolo centrale è stato attribuito alla diplomazia culturale, interpretata non come semplice cornice istituzionale, ma come vero e proprio strumento operativo di connessione tra sistemi formativi e scientifici differenti. In questa prospettiva, il contributo del prof. Catapano, nella sua veste di rappresentante culturale del Burundi in Italia, ha evidenziato le potenzialità di un modello di cooperazione già avviato con altre realtà accademiche, tra cui le esperienze sviluppate con Università degli Studi del Sannio e con percorsi formativi già attivi in sinergia internazionale.





Al centro del dialogo, una fitta agenda di temi strategici: mobilità studentesca, scambi accademici, progettazione congiunta di programmi di ricerca e costruzione di percorsi formativi condivisi. Elementi che delineano una visione del sapere sempre più aperta, fluida e interconnessa, in grado di oltrepassare le tradizionali barriere geografiche e culturali.
Ma il tratto distintivo dell’incontro risiede soprattutto nell’idea di diplomazia culturale come processo dinamico: non un insieme di formalità, bensì un laboratorio permanente di confronto tra mondi accademici e istituzionali. Un terreno in cui il dialogo diventa strumento di sviluppo concreto, capace di generare opportunità reali per studenti, ricercatori e territori.
L’iniziativa si inserisce così in una traiettoria più ampia di rafforzamento dei rapporti tra Italia e Africa, dove l’università non è soltanto luogo di formazione, ma snodo strategico di cooperazione internazionale. In questa prospettiva, Chieti si candida a essere un punto di riferimento nel dialogo euro-africano, contribuendo alla costruzione di una rete di relazioni fondata su conoscenza, scambio e visione condivisa del futuro.
Un incontro, dunque, che va oltre la cronaca istituzionale e si traduce in una dichiarazione d’intenti: trasformare la diplomazia culturale in un motore stabile di crescita comune, in cui Italia e Burundi non si limitano a dialogare, ma progettano insieme nuove traiettorie di sviluppo.
