9 Agosto 2026, domenica
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Escort e locali vip a Milano, la difesa della coppia arrestata: “Nessuno sfruttamento”

Davanti al gip Buttini e Ronchi respingono le accuse. In Procura attesi calciatori e imprenditori, convocati come testimoni

Si muove su un crinale sottile, tra mondanità e ipotesi di reato, l’inchiesta sul presunto giro di escort nei locali esclusivi di Milano. E mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire la rete di relazioni e responsabilità, i principali indagati scelgono la linea della negazione.

Davanti al giudice per le indagini preliminari, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi – la coppia arrestata con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione – hanno respinto ogni addebito, contestando la ricostruzione accusatoria secondo cui avrebbero organizzato serate in ambienti vip mettendo a disposizione escort per una clientela selezionata e facoltosa, tra cui anche esponenti del mondo del calcio.

Una versione che, almeno per ora, resta distante da quella delineata dagli investigatori, impegnati a fare luce su un sistema che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe trasformato eventi privati e feste esclusive in occasioni di incontro tra clienti e ragazze reclutate per intrattenimento a pagamento.

A sostenere la posizione difensiva è il legale della coppia, che ridimensiona la portata dei fatti parlando di un contesto legato più all’apparenza che allo sfruttamento: “Hanno certamente costruito qualcosa di particolare, inserito in un mondo dell’effimero – ha spiegato – ma hanno sempre cercato di comportarsi in modo corretto, anche nei confronti delle ragazze coinvolte”.

Parole che puntano a smontare l’elemento centrale dell’accusa, ovvero l’esistenza di un’organizzazione strutturata e finalizzata al profitto attraverso la prostituzione. Una linea che dovrà ora confrontarsi con gli sviluppi investigativi e con il materiale raccolto dalla Procura.

Nel frattempo, l’inchiesta si prepara a entrare in una nuova fase. Nei prossimi giorni saranno infatti convocati in Procura diversi calciatori e imprenditori che avrebbero preso parte alle serate finite sotto la lente degli investigatori. Si tratta, al momento, di persone non indagate, chiamate a fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

La loro audizione potrebbe contribuire a chiarire la natura degli incontri e il ruolo effettivo degli organizzatori, aiutando a distinguere tra semplici eventi mondani e eventuali condotte penalmente rilevanti.

Milano, ancora una volta, si scopre teatro di un intreccio opaco tra lusso, relazioni e zone grigie. E mentre la giustizia prova a separare ciò che è lecito da ciò che non lo è, resta sullo sfondo una domanda più ampia: dove finisce il mondo dell’apparenza e dove inizia quello dello sfruttamento.

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