6 Ottobre 2026, martedì
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Roma, blitz antidroga: 13 arresti. In manette anche l’ex Banda della Magliana Pernasetti

Dalle piazze di spaccio della periferia alla regia occulta dei traffici: torna in carcere “Er Palletta”. L’indagine della DDA svela un sistema radicato tra criminalità romana e ‘ndrangheta

Roma torna a fare i conti con i fantasmi della sua storia criminale. All’alba, un’operazione dei Carabinieri ha portato all’arresto di tredici persone, accusate a vario titolo di traffico di stupefacenti, detenzione illegale di armi, ricettazione, tentato omicidio, lesioni ed estorsione. Tra i nomi che emergono dall’inchiesta, uno riporta indietro nel tempo: Raffaele Pernasetti, detto “Er Palletta”, già figura di rilievo della Banda della Magliana, ora di nuovo dietro le sbarre.

Secondo gli inquirenti, Pernasetti avrebbe avuto un ruolo chiave nella rete di approvvigionamento della droga, poi distribuita nelle principali piazze di spaccio della Capitale: dal Trullo a Corviale, passando per Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella. Un sistema capillare, radicato nelle periferie, che continuava a muovere ingenti quantitativi di stupefacenti.

Non solo traffici: l’ex esponente della criminalità organizzata romana è accusato anche di un episodio di violenza particolarmente grave. Avrebbe aggredito un meccanico, colpendolo e minacciandolo con una pistola puntata alla testa per un debito legato alla droga. Un episodio che, per gli investigatori, testimonia la persistenza di metodi intimidatori tipici della criminalità più strutturata.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, rappresenta l’evoluzione di un filone investigativo già avviato su Pernasetti. Da lì è emersa l’esistenza di un’organizzazione attiva nel quartiere San Basilio, guidata – secondo l’accusa – da un esponente di una famiglia della ’ndrangheta originaria di Platì, nel Reggino. Un intreccio tra criminalità locale e mafie tradizionali che conferma la capacità di adattamento e cooperazione tra diverse matrici delinquenziali.

Il provvedimento restrittivo, firmato dal Gip del Tribunale di Roma, dispone la custodia cautelare per tutti e tredici gli indagati. Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga alla detenzione di armi da guerra, fino a reati contro la persona come lesioni gravi, tentata rapina e tentato omicidio. In alcuni casi, viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

La parabola di Pernasetti, 75 anni, resta emblematica. Nato e cresciuto nella Roma criminale degli anni Settanta e Ottanta, si affermò come uno dei protagonisti della Banda della Magliana. Arrestato nel 1994, fu condannato all’ergastolo nel 1998, anche se parte delle accuse di omicidio vennero ridimensionate nei successivi gradi di giudizio. Restarono però definitive le condanne per traffico di droga e detenzione illegale di armi.

Dopo anni di detenzione, nel 2011 aveva ottenuto la semilibertà per buona condotta, intraprendendo un percorso di reinserimento sociale. Lontano dai riflettori, aveva iniziato a lavorare come cuoco nel ristorante di famiglia, conducendo apparentemente una vita ordinaria.

Ma secondo gli inquirenti, quella normalità sarebbe stata solo di facciata. Il nuovo arresto riporta così alla luce una figura che sembrava appartenere al passato e che invece, almeno secondo l’accusa, continuava a muoversi nei circuiti del narcotraffico romano.

L’operazione segna un nuovo capitolo nella lotta alla criminalità organizzata nella Capitale, dove vecchie e nuove leve continuano a intrecciarsi in un equilibrio instabile tra memoria criminale e nuove rotte del traffico di droga.

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