Non si arresta la tensione sui prezzi dei carburanti, con il gasolio che continua a correre ben oltre la soglia psicologica dei due euro al litro. L’ultima rilevazione diffusa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, basata sui dati dell’Osservatorio prezzi carburanti, restituisce una fotografia chiara della situazione lungo la rete stradale nazionale nella giornata di lunedì 6 aprile 2026.
Nel dettaglio, il prezzo medio della benzina in modalità self service si attesta a 1,781 euro al litro. Una cifra che, pur confermandosi su livelli sostenuti, appare relativamente stabile rispetto alle recenti oscillazioni del mercato energetico. Ben diversa, invece, la dinamica del gasolio, che raggiunge una media di 2,140 euro al litro, consolidando un divario sempre più marcato rispetto alla benzina.
La forbice si amplia ulteriormente lungo la rete autostradale, dove i costi risultano tradizionalmente più elevati. Qui, il prezzo medio della benzina self sale a 1,816 euro al litro, mentre il gasolio tocca quota 2,157 euro al litro. Un incremento che pesa in modo significativo su autotrasportatori e pendolari di lungo raggio, categorie particolarmente esposte alle variazioni del diesel.
Il quadro complessivo conferma dunque una doppia velocità del mercato: da un lato la benzina, che sembra aver trovato un temporaneo equilibrio; dall’altro il gasolio, ancora spinto verso l’alto da dinamiche internazionali legate alla domanda e alle tensioni sulle forniture.
In prospettiva, resta da capire se si tratti di una fase congiunturale o dell’inizio di una nuova normalità per il diesel. Molto dipenderà dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dalle politiche fiscali ed energetiche adottate nei prossimi mesi. Nel frattempo, per automobilisti e imprese, il pieno continua a rappresentare una voce di spesa tutt’altro che marginale.
