3 Ottobre 2026, sabato
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Mazzi al Turismo, la cultura sale a Palazzo: dal palco di Sanremo al governo del settore strategico

Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, il sottosegretario alla Cultura assume la guida del dicastero. Un profilo trasversale tra spettacolo, grandi eventi e promozione del Paese

Il turismo italiano cambia volto e, soprattutto, linguaggio. Sarà Gianmarco Mazzi il nuovo ministro chiamato a guidare uno dei comparti chiave dell’economia nazionale. Il giuramento è previsto al Quirinale alle 10.15, sancendo il passaggio di consegne dopo le dimissioni presentate lo scorso 25 marzo da Daniela Santanchè.

Una nomina che non arriva per caso, ma si inserisce in una traiettoria professionale costruita nel tempo lungo il crinale che unisce cultura, spettacolo e organizzazione: tre pilastri sempre più centrali anche nella narrazione turistica contemporanea.

Dalla formazione giuridica al mondo dello spettacolo

Veronese, classe 1960, Mazzi si è laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto amministrativo applicato allo spettacolo, una scelta che già lasciava intravedere la direzione futura. Non un semplice operatore culturale, ma un organizzatore capace di muoversi tra norme, istituzioni e grandi produzioni.

Negli anni Ottanta è tra i fondatori della Nazionale Cantanti, un progetto che unisce sport, musica e solidarietà, arrivando a raccogliere oltre 50 milioni di euro per cause benefiche. È qui che si consolida il suo ruolo di regista dietro le quinte di eventi capaci di parlare a un pubblico vasto.

I grandi nomi e gli eventi simbolo

Il percorso professionale di Mazzi si intreccia con alcuni dei protagonisti più influenti della musica italiana: da Gianni Morandi a Adriano Celentano, passando per Fabrizio De André e i Pooh. Collaborazioni che si traducono in eventi di grande impatto, tra cui la celebre Partita del Cuore, diventata negli anni un appuntamento fisso della solidarietà italiana.

Ma è soprattutto nella gestione dei grandi eventi che Mazzi affina una visione strategica: il turismo non come semplice flusso, ma come esperienza culturale integrata.

Televisione, Sanremo e la dimensione internazionale

Il nome di Mazzi è legato anche alla televisione e ai grandi palcoscenici nazionali. Ha diretto diverse edizioni del Festival di Sanremo, contribuendo a rinnovarne linguaggi e format, e ha curato produzioni di respiro globale.

Tra queste, spicca l’apertura di Expo 2015, con protagonisti Andrea Bocelli e Lang Lang: un evento simbolo della capacità italiana di coniugare spettacolo e promozione internazionale.

Parallelamente, Mazzi ha lavorato su talent show e produzioni liriche, in particolare all’Arena di Verona, uno dei luoghi più iconici della cultura italiana nel mondo.

La sfida del Turismo

La sua nomina apre ora una fase nuova: portare nel turismo quella visione “esperienziale” maturata tra concerti, festival e grandi eventi. In un settore che vale una quota significativa del PIL e rappresenta uno dei principali biglietti da visita del Paese, la sfida sarà integrare cultura, spettacolo e territori in una strategia coerente.

Non solo numeri, dunque, ma narrazione. Non solo flussi, ma identità.

Con Mazzi al dicastero, il turismo italiano potrebbe cambiare ritmo, affidandosi a chi, per decenni, ha saputo trasformare eventi in emozioni collettive. Ora, quella stessa capacità dovrà tradursi in politica industriale e visione internazionale.

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