Un controllo di polizia in albergo, all’alba, a poche ore da una manifestazione politica. È quanto denuncia Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che racconta di essere stata svegliata nella sua stanza da due agenti per un accertamento definito “preventivo”. Un episodio che accende immediatamente lo scontro politico, con i leader rossoverdi che parlano di “vicenda di una gravità inaudita”.
Secondo quanto riferito dalla stessa Salis, i due agenti si sarebbero presentati nella sua camera d’albergo a Roma nella mattinata di sabato 28 marzo. Nonostante si sia qualificata fin da subito come parlamentare europea, i poliziotti sarebbero rimasti sul posto per quasi un’ora prima di lasciare la struttura. Un intervento che, nelle ricostruzioni fornite, non avrebbe comportato ulteriori sviluppi operativi ma che solleva interrogativi sulle modalità e sulle motivazioni del controllo.
A rendere il caso ancora più sensibile è il contesto: poche ore dopo, nella Capitale, è in programma la manifestazione “No Kings Italy”, appuntamento politico di rilievo nazionale. Un elemento che, secondo i vertici di Avs, non può essere considerato secondario.
“Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione”, affermano in una nota congiunta Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. I due leader puntano il dito contro l’esecutivo, sollevando un tema più ampio di garanzie democratiche e rapporti tra potere politico e apparati di sicurezza.
Nel mirino finisce direttamente il governo guidato da Giorgia Meloni. “È inaccettabile che in Italia una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi”, incalzano Bonelli e Fratoianni, che poi rilanciano con una domanda destinata a pesare nel dibattito politico: “Il governo ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione?”.
Il riferimento evocato è quello all’Ungheria di Viktor Orbán, modello spesso criticato dalle opposizioni italiane per le derive illiberali. “Non siamo ancora diventati l’Ungheria e non intendiamo diventarlo”, scandiscono i due esponenti di Avs, sottolineando la necessità di mantenere saldo il perimetro delle garanzie democratiche.
Da qui la richiesta formale di chiarimenti al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiamato a spiegare natura, motivazioni e legittimità dell’intervento. Una richiesta che apre un fronte politico destinato a svilupparsi nelle prossime ore, mentre resta da chiarire se si sia trattato di un’iniziativa isolata o di una procedura inserita in un quadro più ampio di controlli di sicurezza.
Intanto, la vicenda rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni, in un clima già segnato da tensioni crescenti sui temi delle libertà civili e della gestione dell’ordine pubblico.
