24 Ottobre 2026, sabato
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Partecipate, il grande valzer delle nomine: 118 poltrone in gioco tra finanza e potere

Dai colossi quotati alle controllate del Tesoro, fino alla galassia Fs: entra nella fase decisiva la partita per il rinnovo dei vertici. E resta aperto anche il nodo della guida della Consob.

Il conto alla rovescia è iniziato e il dossier nomine entra nella sua fase più delicata. Nelle partecipate pubbliche prende forma un vero e proprio “risiko” del potere economico, con 118 incarichi da assegnare distribuiti in 18 consigli di amministrazione. Una partita che intreccia politica, finanza e strategie industriali, destinata a incidere sugli equilibri di interi settori chiave del Paese.

Al centro della scena ci sono i rinnovi dei vertici delle grandi società quotate: Eni, Enel, Poste Italiane, Leonardo, Enav e Terna. Si tratta di gruppi strategici, non solo per il loro peso economico ma anche per il ruolo che giocano nelle politiche energetiche, infrastrutturali e tecnologiche del Paese.

Accanto ai big, si allunga la lista delle società direttamente controllate dal Tesoro, dove il rinnovo dei consigli rappresenta un passaggio altrettanto cruciale. Qui la partita si gioca spesso su equilibri più tecnici, ma non meno rilevanti, tra competenze manageriali, rappresentanza e indirizzi politici.

A completare il quadro, la galassia delle Ferrovie dello Stato. Tre snodi fondamentali attendono nuove governance: Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Trenitalia e FS Logistix. Un comparto, quello dei trasporti, che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nelle strategie di sviluppo e nella gestione dei fondi europei.

Sul tavolo resta inoltre aperta una casella istituzionale di primo piano: quella della Consob, attualmente priva di presidente. Una nomina attesa che si intreccia con le dinamiche di mercato e con la necessità di garantire stabilità e credibilità alla vigilanza finanziaria.

Ne emerge una partita complessa e stratificata, in cui ogni scelta pesa ben oltre il singolo incarico. Le nomine non sono solo un esercizio di governance: rappresentano un passaggio chiave nella definizione della traiettoria industriale del Paese, tra continuità e discontinuità, competenze e appartenenze, visione strategica e gestione del consenso.

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