2 Ottobre 2026, venerdì
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Esplosione al Casale del Sellaretto, due morti: ipotesi ordigno artigianale

Nel cuore del Parco degli Acquedotti a Roma, una deflagrazione nella notte fa crollare un edificio abbandonato: le vittime, legate all’area anarchica, sarebbero rimaste uccise mentre manipolavano un esplosivo

Una deflagrazione nel silenzio della notte, poi il crollo e, ore dopo, la scoperta dei corpi. Si delinea come una tragedia dai contorni inquietanti quella avvenuta nel quadrante sud-est di Roma, all’interno del Parco degli Acquedotti, dove due persone hanno perso la vita nel crollo del Casale del Sellaretto.

Secondo le prime risultanze investigative, l’uomo e la donna – entrambi riconducibili all’area anarchica e vicini al cosiddetto “gruppo Cospito” – si sarebbero introdotti nell’edificio abbandonato per fabbricare un ordigno artigianale. Sarebbe stata proprio la manipolazione dell’esplosivo a innescare la violenta esplosione che ha causato il cedimento strutturale dell’immobile.

La scoperta e il boato nella notte

L’allarme è scattato soltanto la mattina successiva, venerdì 20 marzo, quando un runner di passaggio ha notato le macerie del casolare lungo Via delle Capannelle, al civico 221, dando immediatamente l’allerta alle autorità.

Eppure, secondo diverse testimonianze raccolte tra i residenti della zona, un forte boato era stato udito già nella tarda serata di giovedì 19 marzo. Un’esplosione secca, improvvisa, proveniente da un edificio da tempo in stato di abbandono e spesso utilizzato come rifugio di fortuna.

I soccorsi e le indagini

Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente gli agenti della Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, il personale della Scientifica e la Polizia locale di Roma Capitale. Le operazioni di messa in sicurezza e di recupero dei corpi si sono protratte per diverse ore, mentre gli investigatori hanno avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Al momento, l’ipotesi prevalente resta quella dell’incidente durante la preparazione di un ordigno rudimentale. Tuttavia, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non escludono ulteriori sviluppi, anche alla luce dei possibili collegamenti con ambienti dell’estremismo anarchico.

Un casolare abbandonato, teatro di degrado

Il Casale del Sellaretto, ex casa cantoniera, rappresentava da tempo una zona d’ombra nel tessuto urbano: struttura fatiscente, priva di controlli e già segnalata per occupazioni abusive. Un luogo ai margini, trasformato in rifugio precario e, ora, tragico scenario di una vicenda che solleva interrogativi su sicurezza, controllo del territorio e radicalizzazione.

La città si risveglia così con un nuovo episodio che intreccia degrado urbano e tensioni ideologiche, mentre le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio di una notte che ha lasciato dietro di sé macerie e domande ancora aperte.

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