3 Ottobre 2026, sabato
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Mattarella a Salamanca: “Le radici dell’Europa sono più forti di chi la vuole smantellare”

Nel cuore accademico della Spagna, il Capo dello Stato richiama la profondità storica e culturale del progetto europeo: “Le fondamenta non cederanno agli attacchi”

Nel solco della tradizione umanistica europea e in uno dei suoi luoghi simbolo, l’Università di Salamanca, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilanciato con forza il valore e la resilienza dell’Unione europea. Un intervento denso, quello pronunciato durante la lectio magistralis, che ha intrecciato memoria storica, cultura e visione politica, con un messaggio chiaro: il progetto europeo non è fragile, ma radicato in profondità.

A dare sostanza a questa convinzione, Mattarella ha evocato le parole della filosofa spagnola Maria Zambrano: “La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce”. Un’immagine potente, che diventa chiave di lettura dell’Europa contemporanea. Non un edificio precario, ma una costruzione che affonda le sue basi nella storia, nella cultura condivisa e nelle esperienze comuni dei popoli del continente.

È proprio su queste fondamenta, ha sottolineato il Capo dello Stato, che si fonda la fiducia nella tenuta dell’Unione: “Non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”. Un passaggio che suona come una risposta implicita alle spinte disgregatrici, ai nazionalismi e alle tensioni che attraversano oggi il panorama politico europeo.

Il contesto non è casuale. Università di Salamanca, tra i più antichi e prestigiosi atenei d’Europa, rappresenta uno dei luoghi in cui si è formata la coscienza culturale del continente. Qui, il richiamo alle “radici” assume un valore simbolico ulteriore: l’Europa non nasce da un atto burocratico o da un trattato isolato, ma da un lungo processo di stratificazione culturale e civile.

Nel suo intervento, Mattarella ha così delineato un’Europa che non si esaurisce nelle sue istituzioni, ma vive nella trama profonda delle sue società. Una comunità che, pur attraversata da crisi e contraddizioni, continua a riconoscersi in valori condivisi: democrazia, libertà, solidarietà.

Il messaggio che arriva da Salamanca è dunque duplice. Da un lato, un invito a non sottovalutare le sfide attuali; dall’altro, la consapevolezza che la risposta non può essere la rinuncia, bensì il rafforzamento del progetto comune. Perché, come suggerisce la citazione di Zambrano, ciò che sostiene l’Europa non è sempre visibile, ma è proprio ciò che la rende capace di resistere.

In un tempo segnato da incertezze e spinte centrifughe, le parole del Presidente suonano come un richiamo alla responsabilità collettiva: custodire e rinnovare quelle radici profonde che, da secoli, tengono insieme il destino europeo.

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