27 Luglio 2026, lunedì
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Esplosione davanti alla sinagoga di Liegi: porta devastata nella notte, indaga l’antiterrorismo

La deflagrazione alle quattro del mattino in Rue Léon Frédéricq: danni alla facciata e alle abitazioni di fronte, nessun ferito. Il sindaco denuncia un possibile atto antisemita: «Non importeremo conflitti esterni nella nostra città».

Un boato improvviso nel cuore della notte ha scosso il quartiere di Rue Léon Frédéricq, a Liegi, lasciando dietro di sé vetri infranti, facciate danneggiate e un clima di forte preoccupazione. Intorno alle quattro del mattino un’esplosione ha colpito l’ingresso principale della sinagoga della città belga, devastandone la porta e parte della vetrata.

Secondo quanto riferito dai media locali, la deflagrazione non ha provocato feriti ma ha causato danni significativi all’edificio religioso e agli immobili circostanti. Le autorità hanno subito avviato un’indagine per chiarire la natura dell’accaduto, che appare sempre più compatibile con un atto di origine dolosa.

Il racconto dei residenti

A svegliare gli abitanti della zona è stato un fragore violento, seguito dal rumore dei vetri che si frantumavano. Alcuni residenti hanno raccontato di aver trovato, pochi minuti dopo l’esplosione, le finestre delle loro abitazioni completamente distrutte.

«Proprio di fronte alla sinagoga c’era un ordigno. Tutta la facciata della mia casa è stata colpita: le finestre sono state spazzate via», ha riferito un abitante del quartiere a una televisione locale. La forza dell’onda d’urto avrebbe infatti mandato in frantumi anche diverse vetrate degli edifici situati sul lato opposto della strada.

Pista criminale e sospetto antisemitismo

Le prime valutazioni delle autorità locali indicano con crescente probabilità un gesto intenzionale. Il sindaco di Liegi ha parlato apertamente di un possibile attacco antisemita, condannando l’episodio come un’aggressione contro la comunità ebraica e contro l’intera città.

La polizia ha immediatamente isolato l’area e chiuso la strada per consentire i rilievi tecnici e la raccolta delle prove. Le indagini sono state affidate agli investigatori della sezione terrorismo della polizia giudiziaria federale, che stanno esaminando la scena dell’esplosione e raccogliendo testimonianze tra i residenti.

«Liegi città del rispetto»

In una nota congiunta, il sindaco e il consiglio comunale hanno espresso «totale riprovazione» per quanto accaduto, sottolineando che si tratta di un gesto «contrario alla tradizione di rispetto reciproco che caratterizza la città».

Le autorità locali hanno inoltre lanciato un appello alla responsabilità, ricordando che Liegi non può diventare terreno di scontro per tensioni internazionali. «Non si può permettere – hanno dichiarato – che conflitti esterni vengano importati nella nostra città».

Nel frattempo la comunità ebraica locale segue con apprensione gli sviluppi dell’inchiesta. Gli investigatori stanno lavorando per individuare l’origine dell’esplosivo e stabilire se dietro l’attacco vi sia un singolo responsabile o un’azione organizzata. Un punto resta certo: il boato che ha squarciato la notte di Liegi ha riacceso l’allarme sulla sicurezza dei luoghi di culto e sul rischio di nuove tensioni nel cuore dell’Europa.

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