Le Borse europee inaugurano l’ultima seduta della settimana con un moderato ottimismo, mentre sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le incognite sui prezzi dell’energia. I principali listini del continente partono tutti in territorio positivo: a Milano il Ftse Mib avanza dello 0,3%, Francoforte registra un progresso dello 0,7% e Parigi si muove con un rialzo dello 0,3%.
A Piazza Affari l’attenzione degli investitori si concentra su Nexi, che rimbalza del 3% dopo il pesante tonfo del giorno precedente, quando aveva lasciato sul terreno il 16%. Ancora sotto pressione invece Monte dei Paschi di Siena, che cede l’1,3% e resta tra i titoli più deboli dell’indice principale.
Il conflitto in Iran e il rischio di escalation
Sul piano geopolitico, la crisi in Medio Oriente entra nel sesto giorno di guerra con un quadro sempre più complesso e carico di incognite. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha raffreddato l’ipotesi di un intervento militare diretto con l’invio di truppe, definito “una perdita di tempo”, indicando come priorità strategica la definizione del possibile successore della guida suprema iraniana Ali Khamenei.
Teheran, dal canto suo, ha escluso l’apertura di nuovi negoziati e continua a colpire con missili obiettivi nella regione, alimentando i timori di un allargamento del conflitto. L’Arabia Saudita ha reso noto di aver intercettato tre droni diretti verso Riad, mentre in Bahrein due hotel sarebbero stati colpiti da missili iraniani.
Parallelamente prosegue l’offensiva israeliana, che secondo il governo di Tel Aviv è entrata in una “nuova fase”. Le operazioni militari continuano sia nello spazio aereo iraniano sia in Libano, con il rischio che il confronto possa coinvolgere un numero crescente di attori regionali.
Il petrolio torna sopra quota 80 dollari
La tensione nell’area del Golfo si riflette immediatamente sui mercati energetici. Nel corso della notte il prezzo del greggio ha superato la soglia degli 80 dollari al barile, prima di rallentare leggermente insieme alle quotazioni del gas naturale.
Nel tentativo di contenere l’impennata dei prezzi, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea di 30 giorni che permetterà all’India di continuare ad acquistare petrolio russo. Una misura pensata per mantenere più stabile l’offerta globale in una fase di forte incertezza.
Rimane tuttavia delicata la situazione nello stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del traffico energetico mondiale. Le rassicurazioni di Trump sulla protezione delle rotte marittime da parte degli Stati Uniti appaiono, almeno per ora, difficili da tradurre in una garanzia operativa concreta.
I mercati guardano ai dati sul lavoro Usa
Sul fronte macroeconomico l’attenzione degli operatori è rivolta al rapporto sul mercato del lavoro statunitense relativo al mese di febbraio, tradizionalmente uno dei dati più osservati dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dell’economia e le future decisioni sui tassi.
Secondo Jussi Hiljanen, analista di SEB, un’interruzione prolungata dei flussi energetici dal Golfo potrebbe spingere il Brent verso – o addirittura oltre – la soglia dei 100 dollari al barile. Uno scenario che rischierebbe di alimentare nuove pressioni inflazionistiche e ridurre le aspettative di tagli dei tassi da parte della banca centrale americana.
Valute, oro e criptovalute
Nonostante il clima di tensione internazionale, la Borsa di Tokyo ha chiuso l’ultima seduta della settimana in rialzo dello 0,6%. Sul mercato valutario l’euro si rafforza a 1,1612 dollari, in lieve aumento rispetto a quota 1,157 della vigilia, mentre vale 183 yen.
Tra gli altri asset, il Bitcoin arretra dello 0,8% attestandosi a 70.864 dollari. L’oro, tradizionale bene rifugio nelle fasi di instabilità, guadagna lo 0,9% raggiungendo i 5.125 dollari l’oncia. In calo invece il gas naturale europeo, che scende di quasi il 5% portandosi a 48,28 euro per megawattora.
In un contesto globale attraversato da tensioni geopolitiche e incognite energetiche, i mercati restano dunque sospesi tra prudenza e attese per i prossimi sviluppi, consapevoli che le decisioni politiche e militari nelle prossime ore potrebbero influenzare non solo la stabilità regionale, ma anche l’equilibrio economico internazionale.
