5 Marzo 2026, giovedì
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Forlì, ombre sulle ambulanze: volontario indagato per cinque presunti omicidi volontari

Indagine choc in Romagna: cinque anziani morti dopo il trasporto in ambulanza. Sotto accusa un autista 27enne della Croce Rossa

Un’inchiesta delicata, avvolta dal massimo riserbo, scuote la sanità romagnola e il mondo del volontariato. Un operatore di 27 anni della Croce Rossa Italiana, in servizio come autista soccorritore nel comitato di Bertinoro e Forlimpopoli, è indagato dalla Procura di Forlì con l’accusa di omicidio volontario per la morte di cinque anziani avvenute tra febbraio e novembre 2025 durante o poco dopo il trasferimento in ambulanza verso strutture ospedaliere del territorio.

Un fascicolo pesante, coordinato dalla Procura guidata da Enrico Cieri e affidato ai carabinieri del nucleo operativo insieme ai militari del Nas, che ipotizza – secondo quanto trapela – una sequenza di omicidi volontari aggravati dalla premeditazione e dall’uso di sostanze venefiche o comunque di un mezzo insidioso. Un impianto accusatorio che, se confermato, configurerebbe un’ipotesi di omicidi in serie consumati su pazienti particolarmente fragili.

I decessi e i primi sospetti

Le vittime sono anziani affetti da patologie gravi, ospiti di case di cura e trasferiti in ospedale per complicazioni cliniche. In tutti i casi, la morte sarebbe sopraggiunta durante il trasporto o a breve distanza dall’arrivo in struttura. Una sequenza ravvicinata nel tempo che avrebbe fatto emergere i primi interrogativi.

Per una delle vittime – una donna, l’ultimo decesso in ordine cronologico – è stata disposta l’autopsia. Gli esiti degli esami medico-legali saranno decisivi per comprendere le cause effettive della morte e l’eventuale presenza di sostanze anomale nell’organismo. I familiari sono assistiti dagli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli.

Secondo quanto si apprende, dopo le prime segnalazioni – pare giunte da colleghi dello stesso indagato – sui mezzi di soccorso sarebbero state installate telecamere, con l’obiettivo di documentare le fasi dei trasporti e verificare eventuali condotte sospette. Le immagini acquisite potrebbero costituire un elemento centrale nell’inchiesta.

L’accusa: omicidio volontario aggravato

La contestazione provvisoria, ancora tutta da verificare nel contraddittorio tra accusa e difesa, sarebbe quella di omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall’impiego di sostanze letali. Un capo d’imputazione che lascia intendere la possibilità di una pianificazione e di una reiterazione nel tempo.

Gli investigatori stanno inoltre passando al vaglio altri episodi analoghi per accertare se vi siano ulteriori casi riconducibili allo stesso operatore.

La difesa: «Urla la sua innocenza»

Il 27enne, residente in provincia, respinge con fermezza ogni accusa. «È sconcertato da quanto sta emergendo – ha dichiarato la sua legale, l’avvocata Gloria Parigi del foro di Forlì-Cesena – urla la sua innocenza in una vicenda che gli ha stravolto l’esistenza. Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla da nascondere. Per questo ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura».

Un passaggio che lascia intendere la volontà di fornire una versione dettagliata dei fatti e di chiarire eventuali anomalie nelle procedure di soccorso.

La posizione della Croce Rossa

La Croce Rossa Italiana, informata dell’indagine, ha immediatamente sospeso in via cautelativa l’operatore, che – viene precisato – non era già in servizio nei giorni successivi all’avvio delle verifiche interne.

«Ci siamo messi subito a disposizione delle forze dell’ordine e delle autorità per collaborare alle indagini», fa sapere l’associazione, che parla di «sgomento» per quanto appreso e auspica che gli accertamenti «facciano piena chiarezza». La Croce Rossa esprime inoltre «profondo cordoglio per le persone decedute e le loro famiglie», sottolineando come l’episodio sia «totalmente estraneo alla missione dell’Associazione in Italia e nel mondo e all’attività di 150mila volontarie e volontari impegnati quotidianamente al servizio dei più fragili».

Un’indagine appena agli inizi

Al momento, dalla Procura di Forlì non filtrano ulteriori dettagli. Il quadro resta in evoluzione e sarà determinante l’esito degli accertamenti medico-legali e delle analisi tecniche sui mezzi di soccorso.

L’inchiesta, per la gravità delle accuse e per il contesto in cui si colloca – quello del soccorso sanitario e del volontariato – si muove su un crinale delicatissimo. Da un lato, la necessità di fare luce su morti sospette che coinvolgono pazienti vulnerabili; dall’altro, il rispetto della presunzione di innocenza di un giovane operatore che, al momento, resta indagato e non colpevole.

Sarà il lavoro degli inquirenti a stabilire se dietro quelle cinque morti vi sia una tragica concatenazione di eventi clinici o un disegno criminale. In attesa delle risposte, la comunità romagnola resta sospesa tra sgomento e incredulità.

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