5 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaCronacaMilano, ex banchiere morto dopo un volo dal quarto piano: arrestato in...

Milano, ex banchiere morto dopo un volo dal quarto piano: arrestato in Spagna il figlio 34enne

Mandato d’arresto europeo per sequestro di persona aggravato dalla morte. L’inchiesta della Procura di Milano ricostruisce un presunto piano per estorcere 250mila euro in criptovalute. Decisive telecamere e tabulati telefonici.

Un viaggio di lavoro trasformato, secondo l’accusa, in una trappola mortale. A oltre un mese dalla caduta nel vuoto che il 23 gennaio scorso costò la vita ad Alexandru Adarici, 54 anni, ex banchiere e manager d’affari di nazionalità ucraina e romena, la Procura di Milano imprime una svolta netta all’inchiesta: in Spagna è stato arrestato il figlio 34enne, destinatario di un mandato d’arresto europeo con l’accusa di sequestro di persona aggravato dalla morte.

L’operazione è stata eseguita venerdì mattina a Barcellona, in collaborazione con le autorità spagnole, Europol ed Eurojust. Alle fasi dell’arresto hanno partecipato anche due investigatori della Polizia di Stato italiana. A coordinare le indagini, il procuratore Marcello Viola e il pubblico ministero Rosario Ferracane, con la Squadra mobile di Milano.

Il “meeting” e l’agguato

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 34enne avrebbe convinto il padre a raggiungere Milano per partecipare a un presunto meeting di lavoro in un appartamento adibito a b&b in via Nerino, a pochi passi dal Duomo. Un incontro professionale, almeno nelle intenzioni dichiarate. In realtà, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato l’innesco di un sequestro pianificato per costringere il 54enne a trasferire 250mila euro in criptovalute.

Padre e figlio operavano insieme nel settore della finanza e degli investimenti. Un legame professionale che, stando agli elementi raccolti, avrebbe reso più agevole l’inganno. L’indagato avrebbe “concorso” nel sequestro del genitore, funzionale — così scrive la Procura — a ottenere il trasferimento della somma in asset digitali, difficilmente tracciabili.

La caduta e i segni di violenza

Il pomeriggio del 23 gennaio, Alexandru Adarici precipitò dalla finestra dell’appartamento al quarto piano. In un primo momento, il caso apparve avvolto nel mistero. Ma gli accertamenti medico-legali avrebbero evidenziato segni di violenza al collo e ai polsi, compatibili con l’ipotesi che l’uomo fosse stato legato e percosso prima della caduta.

Un dettaglio investigativo si è rivelato cruciale: al momento del volo, il figlio sarebbe stato l’unica persona presente nella stanza. Per la Procura, a lui è “addebitabile la caduta dalla finestra”. Un elemento che pesa come un macigno nel quadro accusatorio.

La versione poco credibile

Nei giorni successivi alla morte, i sospetti si erano progressivamente concentrati proprio sul 34enne, ascoltato dagli investigatori spagnoli. La sua versione parlava di un sequestro compiuto da ignoti ai danni di entrambi, con l’ordine per lui di tornare in Spagna senza denunciare l’accaduto. Un racconto che, alla luce delle verifiche tecniche, sarebbe risultato incoerente e poco plausibile.

Le indagini hanno ricostruito nel dettaglio gli spostamenti della vittima e del figlio attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza e dei tabulati telefonici. Un lavoro certosino che avrebbe consentito di delineare tempi, movimenti e responsabilità, fino a delineare un quadro accusatorio ritenuto solido dagli inquirenti.

Un testimone, inoltre, avrebbe visto un uomo affacciarsi dalla finestra da cui il 54enne è caduto. Poco dopo, la stessa persona avrebbe incrociato la custode dello stabile, chiedendo in inglese che cosa fosse successo.

Una pista finanziaria

Sul fondo, resta la dimensione economica: 250mila euro in criptovalute. Una cifra consistente, in un settore dove le transazioni possono avvenire in tempi rapidi e con livelli di opacità elevati. Per gli inquirenti, il movente economico sarebbe il perno dell’intera vicenda.

L’arresto in Spagna apre ora la fase dell’estradizione e dell’interrogatorio di garanzia. La magistratura milanese dovrà consolidare l’impianto accusatorio in vista dei prossimi passaggi giudiziari.

Resta l’immagine di un padre precipitato nel vuoto nel cuore di Milano, a pochi metri dalla cattedrale simbolo della città, e di un rapporto familiare che — secondo l’accusa — si sarebbe trasformato in un dramma segnato dall’avidità e dalla violenza. Una vicenda che intreccia finanza internazionale, criptovalute e un sospetto tradimento tra le mura di un appartamento del centro storico.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti