9 Agosto 2026, domenica
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Bari Centrale si ferma per quattro giorni: cantieri, treni deviati e una Puglia su rotaia in apnea

Dal 5 all’8 marzo lavori per il nuovo sistema di gestione della circolazione e per il raddoppio verso Taranto. Frecce, Intercity e regionali saltano la fermata nel capoluogo. Bus sostitutivi e tempi più lunghi. Ma da marzo tornano anche collegamenti diretti con Roma e Napoli.

Quattro giorni che rischiano di pesare come macigni sulla mobilità pugliese. Dal 5 all’8 marzo la stazione di Bari Centrale diventerà un grande cantiere tecnologico: si installa il nuovo Apparato Centrale Computerizzato (Acc), cuore digitale della gestione ferroviaria, e si completa il raddoppio della linea verso Taranto. Un intervento strategico per la modernizzazione della rete, ma che nell’immediato produrrà una vera e propria scossa lungo le principali direttrici regionali e nazionali.

A lanciare l’allarme è La Gazzetta del Mezzogiorno, che parla apertamente di “rivoluzione” sulle linee Bari-Lecce, Bari-Foggia, Bari-Taranto e Bari-Bitritto. Il nodo di Bari Centrale, crocevia imprescindibile per l’intero Mezzogiorno adriatico, sarà di fatto escluso da numerose tratte: Frecce, Intercity e regionali salteranno la fermata, costringendo pendolari e viaggiatori a ripensare itinerari e coincidenze.

Bus sostitutivi e tempi dilatati

Chi dovrà arrivare a Bari o partire dal capoluogo pugliese potrebbe essere costretto a utilizzare stazioni alternative, con bus sostitutivi in partenza e arrivo al terminal FS Park. Un sistema che inevitabilmente espone i tempi di percorrenza all’incognita traffico. Non si tratta di semplici ritocchi all’orario: in alcuni casi l’allungamento del viaggio potrà sfiorare l’ora.

Le Frecce tra Roma e la Puglia, ad esempio, bypasseranno Bari Centrale. Lungo la linea Adriatica alcune corse saranno limitate a Barletta, Foggia, Ancona o Pesaro, con soppressione della tratta verso sud; altre saranno cancellate integralmente. Due coppie di Frecce continueranno fino a Lecce passando per Taranto e Brindisi, evitando Bari e accumulando fino a 60 minuti di percorrenza in più.

Disagi annunciati anche per gli Intercity e per i regionali, con un effetto domino che rischia di colpire soprattutto pendolari e studenti, già alle prese con un sistema infrastrutturale che vive una fase di trasformazione profonda.

Un investimento sul futuro

L’installazione dell’Acc rappresenta però un passaggio chiave. Il nuovo apparato computerizzato consentirà una gestione più efficiente e sicura della circolazione ferroviaria, riducendo margini di errore e aumentando la capacità della rete. Il completamento del raddoppio verso Taranto, inoltre, è un tassello fondamentale per velocizzare i collegamenti interni alla regione e rafforzare l’asse ionico-adriatico.

Il prezzo, almeno nel breve periodo, sarà pagato in termini di disagi organizzativi. Ma l’obiettivo dichiarato è un salto di qualità strutturale per uno dei nodi ferroviari più importanti del Sud.

Il contrappunto: tornano Frecce e Intercity

Se i primi giorni di marzo saranno segnati dai cantieri, lo stesso mese porterà anche novità positive. Trenitalia ha annunciato il ripristino di due Frecce tra la Puglia e Roma e di due Intercity tra Bari e Napoli.

Dal 1° marzo tornerà a circolare la Freccia Roma Termini–Lecce, con fermate intermedie a Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Bari Centrale e Brindisi. Dal 2 marzo ripartirà la Lecce–Roma Termini con le stesse fermate.

Sempre dal 1° marzo tornerà al mattino l’Intercity Bari Centrale–Napoli Centrale, con soste a Barletta, Foggia, Benevento, Caserta e Aversa; nel pomeriggio il collegamento inverso Napoli Centrale–Bari Centrale fermerà ad Aversa, Caserta, Benevento, Foggia e Barletta.

Una boccata d’ossigeno per i collegamenti a lunga percorrenza, in un quadro che resta comunque segnato dall’incertezza dei giorni di cantiere.

Tra modernizzazione e pazienza

La vicenda di Bari Centrale è l’emblema di una fase di transizione: investimenti e innovazione da un lato, sacrifici temporanei dall’altro. Per quattro giorni la principale porta ferroviaria della Puglia rallenterà il passo, chiedendo ai viaggiatori uno sforzo organizzativo supplementare.

Il conto alla rovescia è partito. E se il futuro promette una rete più moderna e performante, il presente impone a migliaia di pugliesi di armarsi di pazienza — e di consultare con attenzione orari e avvisi prima di mettersi in viaggio.

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