C’è una stanza di terapia intensiva all’Azienda Ospedaliera dei Colli che oggi pesa più di ogni altra. È quella del piccolo paziente ricoverato al presidio Ospedale Monaldi, in attesa che un’équipe multidisciplinare sciolga il nodo decisivo: il cuore resosi disponibile nella serata di ieri potrà essere trapiantato?
La risposta, attesa nel corso della giornata, dipende da una sequenza rigorosa di verifiche: compatibilità del gruppo sanguigno, condizioni cliniche del bambino, idoneità dell’organo, tempi e modalità della donazione. Una catena di valutazioni che non ammette scorciatoie.
A scandire l’attesa è stato, in diretta alla trasmissione È sempre Cartabianca su Retequattro, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi: «Verrà valutata oggi la compatibilità e la trapiantabilità. Così mi ha riferito la direzione». Parole misurate, che restituiscono il senso di una sospensione carica di speranza e prudenza.
L’espianto del cuore donato — secondo quanto riferito — non sarebbe ancora stato eseguito, proprio in attesa del via libera definitivo. Intanto la madre del bambino, convocata dalla direzione sanitaria per un punto sulla situazione, ha lasciato l’ospedale senza rilasciare dichiarazioni. Il silenzio, in questi casi, è spesso la forma più eloquente del dolore e dell’attesa.
La nota dell’ospedale: “Decisione collegiale, nessun rischio per l’organo”
In una comunicazione ufficiale diffusa in mattinata, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha chiarito che «ogni decisione in merito all’allocazione dell’organo sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti che oggi si esprimerà sulla trapiantabilità del piccolo paziente ricoverato presso la terapia intensiva del Monaldi».
Un passaggio, quest’ultimo, che sottolinea la natura collegiale e altamente specialistica della scelta. Non un automatismo, ma un processo clinico complesso, che tiene insieme parametri immunologici, condizioni emodinamiche, rischi operatori e prospettive post-operatorie.
La direzione sanitaria ha inoltre precisato che l’attesa non comporterà «alcuna ripercussione sul cuore del donatore», poiché compatibile con la gestione della procedura di donazione in corso. Un elemento che mira a rassicurare su un punto cruciale: il tempo, in cardiochirurgia dei trapianti, è variabile determinante.
Il precedente trapianto e l’inchiesta: sei indagati
L’angoscia di queste ore affonda le radici nel precedente intervento, conclusosi tragicamente con il fallimento del trapianto. L’organo, secondo quanto emerso, sarebbe arrivato gravemente danneggiato.
Su quell’episodio la magistratura ha aperto un fascicolo: sei persone — tra chirurghi, medici e paramedici coinvolti nelle diverse fasi dell’operazione — risultano iscritte nel registro degli indagati. L’ipotesi al vaglio riguarda l’intera filiera: dall’espianto del cuore dal donatore al confezionamento, dal trasporto fino al trapianto eseguito al Monaldi.
Gli inquirenti hanno acquisito documenti, atti e cartelle cliniche. È stato sequestrato anche il box frigo utilizzato per il trasporto dell’organo. Secondo quanto trapela, nel caso del primo intervento sarebbe stato impiegato un contenitore di vecchio tipo, nonostante la struttura disponga di dispositivi più avanzati in grado di monitorare costantemente la temperatura. Un dettaglio tecnico che, se confermato, potrebbe rivelarsi decisivo.
Dalle prime verifiche emergerebbe inoltre un ulteriore profilo critico: il personale non sarebbe stato adeguatamente formato all’uso delle apparecchiature più moderne. Un elemento che sposta l’attenzione dal singolo errore alla possibile falla organizzativa.
Tra speranza e responsabilità
Oggi, però, l’attenzione è tutta rivolta alla sala riunioni dove si confronterà il team clinico. La medicina dei trapianti è disciplina di frontiera: vive di statistiche, protocolli, competenze altissime, ma anche di scelte che si compiono in margini temporali strettissimi.
Per il bambino ricoverato al Monaldi, questa è un’altra possibilità. Per l’ospedale, è anche il banco di prova di una credibilità messa alla prova dall’inchiesta.
La decisione arriverà nelle prossime ore. E con essa, forse, un nuovo battito.
