3 Luglio 2026, venerdì
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Italia, export in controtendenza: nel 2025 vola anche negli Usa (+7,2%) nonostante i dazi

I dati Istat certificano un avanzo commerciale in crescita a 50,7 miliardi e un deficit energetico in forte riduzione. Le vendite verso gli Stati Uniti trainano l’anno, insieme a Spagna, Francia e Germania. Tajani: «Segnale della forza del Sistema Italia»

Nel pieno delle tensioni commerciali globali e con i dazi americani ancora sul tavolo, l’export italiano sorprende e accelera. I numeri diffusi dall’Istat raccontano un 2025 in chiaroscuro sul fronte internazionale, ma con un risultato netto: la macchina delle esportazioni non solo tiene, ma cresce, migliorando al tempo stesso gli equilibri della bilancia commerciale.

L’anno si chiude con un surplus di 50,746 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 48,287 miliardi del 2024. Un dato che assume un valore ancora più significativo se letto insieme alla dinamica del deficit energetico, sceso a -46,939 miliardi, contro i -54,290 miliardi dell’anno precedente. In altre parole, l’Italia spende meno per l’energia importata e consolida la propria posizione sui mercati esteri.

Resta elevato – pur in lieve flessione – l’avanzo dell’interscambio di prodotti non energetici, che si attesta a 97,685 miliardi, rispetto ai 102,577 miliardi del 2024. Una limatura che non intacca, però, la solidità complessiva del sistema produttivo nazionale, capace di compensare le criticità globali con una presenza più incisiva sui mercati chiave.

Stati Uniti in testa, effetto dazi neutralizzato

Il dato politicamente ed economicamente più rilevante riguarda gli Stati Uniti. Nonostante le tariffe imposte durante l’amministrazione di Donald Trump, le esportazioni italiane verso Washington registrano un +7,2% su base annua.

Un incremento che ha sostenuto l’intero export nazionale, cresciuto complessivamente del +3,3% nel 2025, dopo la lieve flessione (-0,5%) registrata nel 2024. Le vendite oltreoceano, dunque, non solo non arretrano, ma diventano uno dei pilastri della ripresa commerciale italiana.

Il rimbalzo non si limita agli Usa. L’Europa resta un mercato strategico e dinamico:

  • Spagna: +10,6%
  • Francia: +5,3%
  • Germania: +2,3%
  • Polonia: +5,8%

Bene anche i Paesi Opec (+11%) e la Svizzera, che tra gli extra-Ue segna un robusto +16,3%.

Dicembre consolida il trend

Il mese di dicembre rafforza la traiettoria positiva: la bilancia commerciale migliora grazie a un balzo delle esportazioni che compensa l’aumento più contenuto delle importazioni. Su base annua, l’export cresce del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, mentre l’import segna un +3,4% in valore.

Un dato che segnala non solo un effetto prezzi, ma una crescita reale dei volumi venduti, elemento centrale in una fase di normalizzazione delle tensioni inflazionistiche.

Tajani: «Puntare su Usa e mercati emergenti»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani legge i numeri come la conferma di una strategia che punta su imprese e diplomazia economica.

«Gli ultimi dati Istat sulle esportazioni confermano un trend positivo, frutto dell’impegno delle imprese e della loro capacità di internazionalizzarsi, ma anche del sostegno del governo e delle agenzie del Sistema Italia», afferma.

E aggiunge: «Nonostante le incertezze sui dazi, ci rafforziamo negli Stati Uniti con esportazioni in crescita del +7,2%. A maggio organizzeremo un grande Forum commerciale, scientifico e tecnologico a Miami. Ma dobbiamo continuare a guardare anche ai mercati emergenti: Mercosur, America Latina, India e Oriente».

La lezione del 2025

Il 2025 consegna dunque un messaggio chiaro: la competitività italiana resiste agli shock geopolitici e alle barriere commerciali, grazie a una struttura produttiva fortemente orientata all’export e a una capacità di adattamento che continua a distinguere il Made in Italy.

In un contesto internazionale segnato da protezionismi, instabilità energetica e competizione globale, l’Italia consolida il proprio surplus commerciale e rafforza la presenza nei mercati chiave. I dazi, almeno per ora, non frenano il tricolore. Anzi, lo spingono a cercare nuovi spazi e nuove rotte.

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