6 Ottobre 2026, martedì
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Cuore danneggiato al bimbo di due anni, scattano le ispezioni

Meloni chiama la madre: «Avrete giustizia». Ispettori al Monaldi e a Bolzano, Schillaci e Fico attivano verifiche parallele

NAPOLI – Il caso del cuore trapiantato e risultato danneggiato a un bambino di appena due anni entra nella dimensione nazionale. Non solo sanitaria, ma anche politica e istituzionale. Mercoledì 18 febbraio gli ispettori del Ministero della Salute arriveranno all’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli, dove lo scorso dicembre è stato eseguito l’intervento. Successivamente, il team incaricato dal ministro Orazio Schillaci si sposterà all’ospedale di Bolzano, la struttura in cui il cuore era stato espiantato prima di essere trasferito nel capoluogo campano.

L’obiettivo è ricostruire l’intera catena: dalla conservazione e trasporto dell’organo fino alla decisione clinica di procedere con il trapianto. Al centro delle verifiche, secondo le ipotesi al vaglio, ci sarebbe l’utilizzo di ghiaccio secco al posto del ghiaccio tradizionale per la conservazione del cuore, circostanza che potrebbe averne compromesso l’integrità.

La telefonata di Meloni: «Avrete giustizia»

Nel frattempo, la vicenda ha raggiunto Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato a Patrizia Mercolino, madre del piccolo paziente, per esprimere la vicinanza delle istituzioni. «Avrete giustizia», avrebbe assicurato la premier, ribadendo – secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi – che il governo sta facendo «tutto il possibile, per quanto di competenza», affinché sia mantenuta viva ogni speranza.

La madre ha ringraziato la presidente del Consiglio, spiegando che la priorità resta una sola: «Avere un cuore nuovo» per suo figlio e poterlo «vedere tornare a casa guarito». Parole che restituiscono la dimensione umana di una vicenda che, dietro i protocolli e le verifiche amministrative, racconta la fragilità di una famiglia sospesa tra attesa e angoscia.

Schillaci–Fico: “Collaborazione istituzionale”

Sul piano politico-amministrativo si muove anche la Regione Campania. Il ministro Schillaci ha avuto un colloquio con il presidente regionale Roberto Fico, inizialmente programmato per un confronto più ampio sui temi sanitari, ma inevitabilmente incentrato sull’emergenza del Monaldi.

Dal vertice è emersa la volontà di un «forte impegno sinergico e collaborazione istituzionale» per fare piena luce su quanto accaduto. Ministero e Regione hanno attivato, nei giorni scorsi, i rispettivi poteri ispettivi e conoscitivi, così da assumere eventuali provvedimenti secondo le competenze di ciascun livello di governo.

Palazzo Santa Lucia fa sapere che sarà trasmessa al Ministero anche la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso dello stesso presidente Fico. Un doppio binario di controlli – romano e campano – che punta a evitare sovrapposizioni ma anche zone d’ombra.

I nodi da sciogliere

Resta ora da chiarire un passaggio cruciale: come e quando il cuore abbia subito il danno che ne avrebbe compromesso la funzionalità. La fase del trasporto rappresenta uno snodo delicatissimo nei trapianti, dove tempi e modalità di conservazione sono determinanti. Ogni deviazione dai protocolli può avere conseguenze irreversibili.

Gli ispettori dovranno verificare documentazione clinica, procedure adottate, catena di custodia dell’organo e responsabilità operative. L’inchiesta amministrativa si affianca agli accertamenti già avviati per comprendere se vi siano stati errori tecnici, valutazioni cliniche inappropriate o falle organizzative.

Nel frattempo, il piccolo paziente resta ricoverato, in attesa di un nuovo cuore. La politica promette trasparenza, la macchina sanitaria si sottopone al vaglio ispettivo, ma il tempo – per una famiglia – continua a scorrere con un peso diverso.

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