3 Ottobre 2026, sabato
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Agguato all’uscita del supermercato: tenta di strappare una bimba di 18 mesi ai genitori, arrestato

A Bergamo trenta secondi di terrore davanti alle casse: la piccola riporta la frattura di un femore nella colluttazione. Fermato un 37enne senza fissa dimora, accusato di tentato sequestro di minore e lesioni aggravate.

Sono le 13 di sabato 14 febbraio quando una normale giornata di spesa si trasforma in un incubo. All’uscita di un supermercato di Bergamo, una famiglia – madre, padre e una bambina di appena un anno e mezzo – si dirige verso la porta automatica. La piccola tiene la mano della mamma. È in quell’istante, tra il brusio delle casse e il via vai del fine settimana, che un uomo incrocia il loro cammino e afferra la bambina con violenza alle gambe, tentando di trascinarla via.

L’azione è fulminea, brutale, inattesa. La madre urla, il padre si lancia sull’aggressore. In pochi secondi si crea un capannello di clienti e addetti del punto vendita. L’uomo viene immobilizzato a terra, mentre la donna, caduta nella concitazione, stringe a sé la figlia terrorizzata. Il tentativo di rapimento si infrange contro la reazione istintiva dei genitori e la prontezza del personale del supermercato.

Il bilancio, tuttavia, non è soltanto quello di uno spavento. Negli accertamenti clinici eseguiti poco dopo in ospedale, alla bambina viene diagnosticata la frattura di un femore, conseguenza della violenta colluttazione. Una lesione che aggrava la posizione dell’arrestato.

Le accuse e l’arresto

A finire in manette è un cittadino romeno di 37 anni, senza fissa dimora e incensurato. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del supermercato hanno consentito agli investigatori di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto: un’azione improvvisa, senza alcun contatto precedente con la famiglia. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe agito in modo del tutto casuale.

Nei suoi confronti l’accusa è pesante: tentato sequestro di minore e lesioni personali aggravate. Dopo l’arresto è stato trasferito nel carcere di via Gleno, a Bergamo, in attesa dell’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.

«Ho sentito un urlo straziante»

A raccontare quei trenta secondi che sono sembrati interminabili è uno dei clienti presenti nel punto vendita. «Stavo facendo la spesa quando ho sentito l’urlo di una donna, davvero straziante. Mi sono avvicinato e ho visto un uomo vestito con abiti usurati, steso a terra, che si teneva la testa tra le mani, circondato da sei o otto addetti del supermercato».

La scena, descritta anche sulle pagine de L’Eco di Bergamo, restituisce la concitazione di quei momenti. «Io stesso ho chiamato il 112 – prosegue il testimone – ma mi sono accorto che un dipendente era già al telefono con le forze dell’ordine, arrivate praticamente subito».

Determinante, secondo le ricostruzioni, è stato l’intervento del padre, che ha bloccato l’aggressore mentre la madre cercava di proteggere la figlia. In aiuto della donna e della bambina è intervenuta anche una dottoressa presente tra i clienti, che ha prestato le prime cure e tentato di rassicurarle nell’immediato dopo.

Il trauma e le domande aperte

Resta lo shock per una violenza consumata in pieno giorno, in un luogo percepito come ordinario e sicuro. Un gesto improvviso, privo – almeno allo stato attuale delle indagini – di un movente chiaro. Gli inquirenti dovranno ora chiarire se si sia trattato di un impulso isolato o se vi siano elementi ulteriori dietro l’azione del 37enne.

Per la famiglia, intanto, restano la paura e le conseguenze fisiche per la piccola, affidata alle cure dei medici. Trenta secondi che hanno incrinato la normalità di un sabato qualunque e che, per chi li ha vissuti, hanno avuto il peso di un’eternità.

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