Il governo sceglie la linea della fermezza per evitare che lo sciopero del trasporto aereo incroci le date simbolo di Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e delle successive Paralimpiadi. Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha disposto la precettazione dei lavoratori del comparto, accogliendo le indicazioni della Commissione di Garanzia sugli scioperi e prendendo atto della determinazione dei sindacati a confermare le agitazioni proclamate per il 16 febbraio e il 7 marzo.
La decisione è stata formalizzata in una nota del Ministero, che sottolinea come il provvedimento sia finalizzato a “garantire il diritto alla mobilità” in giornate ritenute strategiche per l’immagine e l’organizzazione del Paese. “Pur comprendendo le rivendicazioni dei lavoratori – si legge – il ministro condivide la necessità di assicurare i collegamenti aerei in concomitanza con un evento straordinario di rilevanza planetaria”.
Il nodo: diritto allo sciopero e interesse nazionale
La precettazione interviene su un terreno delicato, dove si intrecciano diritti costituzionali e interesse pubblico. Da un lato, le richieste dei lavoratori del comparto aereo – legate al rinnovo dei contratti e alle condizioni operative negli scali – dall’altro la necessità di garantire continuità ai flussi di passeggeri in un momento in cui l’Italia sarà sotto i riflettori globali.
Milano-Cortina 2026 rappresenta, per numeri e visibilità, uno degli appuntamenti più rilevanti della storia recente del Paese. Milioni di visitatori attesi, delegazioni internazionali, atleti, sponsor e media: un sistema logistico che poggia in larga parte sull’efficienza del trasporto aereo. La sospensione dei voli nelle giornate di massima affluenza avrebbe potuto tradursi in un contraccolpo reputazionale difficilmente recuperabile.
Salvini aveva anticipato la scelta a margine di un evento pubblico a Milano, spiegando che il ministero stava lavorando “per evitare lo sciopero durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi, per non danneggiare l’immagine di positività ed efficienza che l’Italia sta offrendo grazie al lavoro di tutti”. Il riferimento alla platea globale – “due miliardi di persone stanno guardando” – restituisce la dimensione simbolica attribuita all’appuntamento sportivo.
La mediazione promessa
Accanto alla misura coercitiva, il ministro ha però affiancato un impegno politico: convocare i sindacati a un tavolo di confronto al termine delle Paralimpiadi, per affrontare il rinnovo dei contratti e discutere il nuovo Piano nazionale degli aeroporti, recentemente completato dal dicastero. Un tentativo di bilanciare l’intervento emergenziale con l’apertura di una fase negoziale strutturata.
Resta ora da verificare la reazione delle organizzazioni sindacali, che nelle scorse settimane avevano ribadito la necessità di segnali concreti su salario, turnazioni e investimenti nel sistema aeroportuale. La precettazione, per sua natura, non chiude il conflitto ma ne sposta il calendario, rinviando lo scontro oltre il perimetro dell’evento olimpico.
Nel breve termine, tuttavia, la linea del governo è tracciata: nessuna interruzione nei giorni chiave di Milano-Cortina 2026. Per l’esecutivo, la priorità è garantire che l’Italia si presenti al mondo con un sistema dei trasporti funzionante e affidabile. Per i lavoratori, la partita si sposta al tavolo delle trattative. E lì, una volta spenti i riflettori olimpici, si misurerà la reale capacità di trovare un punto di equilibrio tra diritti e responsabilità.
