4 Ottobre 2026, domenica
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Mps, si dimette il consigliere Stefano Di Stefano: indagato per insider trading

Lascia con effetto immediato l’amministratore non indipendente del Monte dei Paschi e dirigente del Tesoro. La Procura di Milano indaga su operazioni sui titoli Mps e Mediobanca

Stefano Di Stefano ha rassegnato con effetto immediato le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena. La comunicazione è arrivata nella giornata di oggi direttamente dall’istituto senese, che ha preso atto della decisione dell’amministratore non indipendente, componente del comitato rischi e sostenibilità, motivata formalmente con “ragioni personali” e con riferimento all’avvio di indagini a suo carico.

Il nome di Di Stefano è infatti iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l’ipotesi di insider trading. Al centro dell’inchiesta vi sarebbero operazioni su titoli Mps e Mediobanca, in una fase particolarmente delicata per gli assetti del credito italiano e per il riassetto delle partecipazioni pubbliche nel settore bancario.

Nel comunicato diffuso in serata, il Monte dei Paschi ha espresso “ringraziamento per l’attività svolta quale consigliere in questi anni”, sottolineando la presa d’atto delle dimissioni senza ulteriori commenti sul merito delle indagini in corso. Una linea di prudenza comprensibile, in attesa che l’iter giudiziario chiarisca contorni e responsabilità.

La vicenda assume un rilievo particolare anche per il profilo istituzionale del consigliere dimissionario. Di Stefano, oltre al ruolo ricoperto nel board della banca senese, è un alto dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista di riferimento di Mps dopo i ripetuti interventi pubblici che hanno garantito la stabilità dell’istituto. Una doppia posizione che, in un contesto di mercato sensibile alle informazioni privilegiate, amplifica l’attenzione degli inquirenti.

L’ipotesi di insider trading riguarda, per sua natura, l’eventuale utilizzo di informazioni riservate non ancora pubbliche per effettuare operazioni finanziarie in grado di generare un vantaggio. Sarà ora la magistratura milanese a verificare se e in che misura le operazioni contestate possano aver tratto beneficio da notizie price sensitive relative ai titoli coinvolti.

Per Mps si tratta dell’ennesimo passaggio delicato in una fase di consolidamento e rilancio dopo anni segnati da aumenti di capitale, interventi pubblici e complessi dossier industriali. La banca, uscita dal lungo periodo di crisi e impegnata nel rafforzamento dei fondamentali e nella ricerca di una piena normalizzazione sul mercato, dovrà ora gestire anche l’impatto reputazionale della vicenda, mantenendo ferma la continuità operativa e la stabilità della governance.

Le dimissioni immediate di Di Stefano appaiono come una scelta volta a evitare ulteriori elementi di pressione sull’istituto e a separare il piano giudiziario da quello societario. Resta sullo sfondo il tema, più ampio, del rapporto tra incarichi pubblici e ruoli nei consigli di amministrazione di società partecipate, soprattutto in settori strategici come il credito.

L’inchiesta è agli inizi. Nei prossimi giorni potrebbero emergere dettagli ulteriori sulle operazioni oggetto di accertamento e sul perimetro delle contestazioni. Nel frattempo, il Monte prosegue la propria attività, con un consiglio che dovrà ora valutare le eventuali sostituzioni e l’assetto dei comitati interni, in un contesto che richiede massima trasparenza e solidità istituzionale.

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