«Problemi di organico cronici, risorse insufficienti e un sistema informatico obsoleto». È questo il quadro che Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, ha delineato davanti agli inquirenti nel corso dell’interrogatorio svoltosi oggi a Sion, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno al locale Constellation, dove hanno perso la vita 41 persone.
Jacquemoud, in carica dal 2017 al 2024, ha spiegato come le gravi carenze strutturali dell’ufficio da lui diretto avrebbero reso di fatto impossibile garantire controlli sistematici sulla sicurezza dei locali pubblici, inclusi quelli antincendio. «Non avevamo personale a sufficienza per effettuare le verifiche necessarie — ha dichiarato — e, allo stesso tempo, ci siamo trovati a lavorare per anni con un software inadeguato, la cui sostituzione ha richiesto tempi lunghissimi».
Secondo quanto riferito dall’ex dirigente, tali criticità sarebbero state più volte segnalate alle autorità comunali competenti. «Il Comune era informato delle difficoltà operative», ha precisato, lasciando intendere che la responsabilità delle mancate ispezioni non possa essere ricondotta esclusivamente alla sua figura o al suo ufficio.
Le dichiarazioni di Jacquemoud assumono un peso specifico rilevante nell’economia dell’inchiesta, che punta a chiarire se e in che misura le falle nel sistema di prevenzione abbiano contribuito alla tragedia. Un elemento emerso nelle ultime ore aggiunge ulteriore complessità al quadro: l’ex capo della sicurezza è in possesso di un brevetto per la prevenzione antincendio, requisito tecnico di cui, stando alle informazioni disponibili, sarebbe invece privo il suo successore, Christophe Balet.
Un dettaglio che solleva interrogativi non solo sulle responsabilità individuali, ma anche sulle scelte amministrative e sui criteri adottati dal Comune nella gestione di un settore cruciale come quello della sicurezza pubblica. Mentre l’inchiesta prosegue, resta aperta una domanda di fondo: se la tragedia del Constellation sia stata il frutto di una catena di negligenze individuali o il risultato, più ampio e inquietante, di un sistema lasciato per anni senza mezzi, personale e controlli adeguati.
