17 Febbraio 2026, martedì
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Epstein files, l’ombra di un figlio segreto e le rivelazioni che scuotono l’élite globale

Email, nomi illustri e immagini diffuse per errore: dai Clinton pronti a testimoniare al ruolo di Sarah Ferguson, fino alle falle clamorose del Dipartimento di Giustizia

L’inchiesta su Jeffrey Epstein continua a produrre onde d’urto capaci di attraversare l’Atlantico e travolgere, una dopo l’altra, le colonne portanti dell’establishment internazionale. Le milioni di pagine rese pubbliche dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti – i cosiddetti Epstein files – non solo riaccendono i riflettori su una delle vicende giudiziarie più oscure degli ultimi decenni, ma aprono nuovi, inquietanti scenari: tra questi, l’ipotesi dell’esistenza di un figlio segreto dell’ex finanziere.

A rilanciare la notizia è il New York Post, che cita due email risalenti al 21 settembre 2011 attribuite a Sarah Ferguson, duchessa di York ed ex moglie del principe Andrea, fratello di re Carlo III. Nei messaggi, Ferguson scrive a Epstein facendo riferimento alla nascita di un bambino: «Ho saputo dal Duca che hai avuto un maschietto. Anche se non ci siamo più sentiti, ti sono sempre vicina con affetto, amicizia e congratulazioni per la nascita del tuo bambino». Un passaggio che, se autentico, rappresenterebbe la prima traccia documentale di una paternità mai ufficialmente riconosciuta.

All’epoca, Epstein era già stato condannato per abusi sessuali su una minorenne. Nessuna indagine ha mai provato che l’ex finanziere avesse avuto figli, ma dopo la sua morte – avvenuta nel 2019 in una cella del carcere di Manhattan in circostanze mai del tutto chiarite – oltre cento persone si sono presentate sostenendo di essere sue discendenti, nel tentativo di rivendicare una parte dell’ingente patrimonio lasciato in eredità.

Le email di Sarah Ferguson non sono l’unico elemento destinato a far discutere. Tra le comunicazioni emerse dagli atti compare anche un riferimento giudicato particolarmente delicato a un presunto “weekend di sesso” che coinvolgerebbe la principessa Eugenie, figlia di Andrea e Sarah Ferguson, insieme alla sorella Beatrice ancora oggi impegnate in attività di rappresentanza della famiglia reale britannica. Un accenno che, pur privo al momento di riscontri giudiziari, aggiunge ulteriore imbarazzo a una vicenda già costellata di legami tra Epstein e membri di primo piano delle monarchie e delle élite politiche occidentali.

Parallelamente, sul fronte politico, l’inchiesta entra nel vivo anche al Congresso. Bill e Hillary Clinton si sono detti pronti a testimoniare davanti alla Camera dei Rappresentanti, mentre cresce la pressione per fare piena luce sui rapporti tra Epstein e numerosi esponenti di primo piano della politica statunitense.

Ma non è tutto. Nonostante l’imponente lavoro di censura – oltre 500 avvocati incaricati dal Dipartimento di Giustizia di oscurare dati sensibili – tra i documenti pubblicati si è verificata una clamorosa falla. Per errore sono state diffuse almeno 40 fotografie non censurate che ritraggono giovani donne e adolescenti nude, molte delle quali minorenni all’epoca degli abusi. Immagini scattate sull’isola privata di Epstein o all’interno di residenze e camere da letto, che riportano brutalmente alla luce la dimensione concreta e sistematica dello sfruttamento.

I Epstein files si confermano così non solo un archivio giudiziario, ma un detonatore politico, mediatico e morale. Ogni nuova pagina aggiunge dettagli, solleva interrogativi e mette in discussione versioni ufficiali rimaste finora intoccabili. E mentre l’inchiesta approda in Europa, una certezza sembra ormai emergere con forza: la storia di Jeffrey Epstein è tutt’altro che conclusa.

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