Crans-Montana tenta di trasformare il lutto in un gesto collettivo di responsabilità. A poco più di un mese dalla tragedia della notte di San Silvestro, quando un incendio devastante all’interno del discobar “Le Constellation” causò la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115, il Comune della celebre località sciistica svizzera ha annunciato lo stanziamento di un milione di franchi – circa 1,1 milioni di euro – a sostegno del nascente Fondo d’aiuto alle vittime.
La fondazione è ancora in fase di costituzione, ma l’amministrazione comunale ha voluto lanciare un segnale chiaro, consapevole dei limiti di un intervento che non potrà mai colmare il vuoto lasciato dalla tragedia. «Sappiamo bene che il denaro non cancellerà nessuna ferita», ha scritto in una nota il sindaco Feraud, «ma speriamo di poter sostenere le famiglie colpite e testimoniare la solidarietà dell’intera comunità di Crans-Montana».
La “colletta” della comunità
Più che un semplice stanziamento pubblico, l’operazione ha il sapore di una colletta civica. Il milione di franchi deciso dal Comune corrisponde infatti, simbolicamente, a circa 100 franchi per ciascuno dei 10mila abitanti della cittadina. Una cifra che salirebbe a 130 franchi a persona includendo anche il contributo cantonale.
Un gesto che l’amministrazione ha voluto caricare di un forte valore etico e comunitario. «Il consiglio comunale è convinto che la stragrande maggioranza dei residenti sia disposta a donare 100 franchi in segno di solidarietà», si legge nella comunicazione ufficiale. Un’idea che punta a trasformare l’aiuto alle vittime in una responsabilità condivisa, non solo istituzionale ma anche popolare.
Nessun risarcimento, ma un sostegno immediato
Il Comune ha però chiarito un punto cruciale: il contributo non ha alcuna valenza risarcitoria e non interferisce in alcun modo con i procedimenti penali e civili in corso. I risarcimenti, se e quando verranno stabiliti, seguiranno un altro percorso e rischiano di avere un impatto pesante anche sui conti pubblici della località.
I numeri aiutano a comprendere la portata – e i limiti – dell’iniziativa. Se il Fondo dovesse essere ripartito tra tutte le famiglie delle 41 vittime decedute e dei 115 feriti, l’importo medio sarebbe di poco meno di 7mila euro a persona: una somma insufficiente a coprire le spese legali e, soprattutto, i costi medici di chi versa ancora in condizioni gravissime negli ospedali svizzeri.
Il fronte giudiziario: prima battuta d’arresto per i Moretti
Sul piano giudiziario, intanto, arriva una prima sconfitta per Jessica e Jacques Moretti, titolari del “Le Constellation” e indagati per l’incendio insieme ad altre due persone, funzionari comunali. La Procura di Sion ha infatti respinto la richiesta dei coniugi di oscurare e bloccare l’accesso alla piattaforma online crans.merkt.ch, sulla quale vengono raccolti video e fotografie della notte del rogo.
La piattaforma, promossa dall’avvocato Romain Jordan – legale di alcune famiglie delle vittime – è stata duramente contestata dai gestori del locale, che temevano un possibile condizionamento delle indagini e dei testimoni. Ma secondo la procura elvetica, la raccolta di materiale visivo non viola la legge: «Non è vietato alle parti in causa acquisire elementi potenzialmente utili alle indagini», hanno spiegato i magistrati, sottolineando come il sito si limiti a raccogliere contenuti senza esercitare pressioni o influenze indebite.
Una comunità sospesa tra dolore e responsabilità
Crans-Montana resta così sospesa tra il peso di una tragedia che ha scosso l’intera Svizzera e il tentativo di reagire con gesti concreti. La nascita del Fondo d’aiuto e la decisione del Comune segnano un primo passo, mentre la giustizia muove i suoi tempi, destinati a essere lunghi e complessi. Nel frattempo, la comunità è chiamata a fare i conti con una ferita profonda, che nessuna cifra potrà rimarginare, ma che almeno non verrà affrontata in solitudine.
