13 Febbraio 2026, venerdì
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Milano, spara contro la polizia dopo una rapina: 25enne gravissimo dopo il conflitto a fuoco

Aggredisce un vigilante, gli ruba la pistola e apre il fuoco contro una volante: Milano ancora teatro di violenza armata

Milano torna a fare i conti con la violenza armata. Un pomeriggio di ordinaria vita cittadina si è trasformato in una sequenza di paura e sirene tra Rogoredo e piazza Mistral, dove un giovane di circa 25 anni ha aperto il fuoco contro una pattuglia della polizia dopo aver aggredito e rapinato una guardia giurata. Il bilancio è drammatico: il vigilante ferito, il rapinatore colpito dagli agenti e ora ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda.

L’episodio si è consumato nel primo pomeriggio di domenica 1 febbraio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto ha avuto origine poco prima, quando una guardia giurata di 50 anni, diretta al lavoro, è stata improvvisamente assalita. Il giovane lo avrebbe colpito violentemente alla testa con un bastone, per poi strappargli la pistola dalla fondina e darsi alla fuga.

Sotto shock e ferito, il vigilante è riuscito a lanciare l’allarme chiamando il 112. Nella denuncia ha fornito una descrizione dettagliata dell’aggressore: carnagione olivastra, occhi a mandorla, statura intorno al metro e sessanta. Informazioni che hanno permesso alla polizia di avviare immediatamente le ricerche.

La caccia all’uomo si è conclusa pochi minuti dopo, alle 15.17 circa, in via Mistral. Qui il giovane ha incrociato una volante delle Unità operative di primo intervento. Alla vista degli agenti, invece di arrendersi, avrebbe esploso almeno tre colpi contro il veicolo blindato della polizia. A quel punto gli agenti hanno risposto al fuoco.

Il 25enne è stato colpito da almeno due proiettili, uno alla spalla e uno alla testa. Soccorso sul posto, è stato trasportato d’urgenza al Niguarda, dove resta ricoverato in pericolo di vita. Le sue condizioni sono definite gravissime.

L’episodio riaccende i riflettori su una zona già segnata da precedenti episodi di violenza. A poche decine di metri dal luogo della sparatoria, solo pochi giorni prima, lunedì 26 gennaio, un agente di polizia aveva ucciso un 28enne, noto pusher della zona, che gli aveva puntato contro quella che sembrava una pistola vera: si trattava invece di una replica perfetta, caricata a salve.

Due episodi ravvicinati, nello stesso quadrante della città, che alimentano l’allarme sicurezza e interrogano istituzioni e forze dell’ordine su un territorio sempre più fragile. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità, mentre Milano si ritrova ancora una volta a fare i conti con una spirale di violenza che non accenna a fermarsi.

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