A cura di Salvatore Guerriero – Presidente Nazionale ed Internazionale della Confederazione PMI INTERNATIONAL
Il recente dibattito sulla modernizzazione dei nostri scali, alimentato dalle riflessioni del MIT sull’integrazione tra porti e rete ferroviaria nazionale, tocca un nervo scoperto ma vitale per il futuro delle nostre imprese: la velocità.
Oggi la competizione globale non si gioca più solo sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità di farlo giungere a destinazione nel minor tempo possibile e con l’impatto ambientale più basso. In questo scenario, la logistica non è un semplice costo accessorio, ma il cuore pulsante dello sviluppo. Chi raggiunge prima il mercato, vince.
La Penisola come “Piattaforma Naturale”
L’Italia, e il Mezzogiorno in particolare, godono di una posizione geografica privilegiata. Siamo una piattaforma naturale proiettata nel Mediterraneo, un ponte tra i continenti. Tuttavia, la geografia da sola non basta più. Per tornare a essere il centro degli interessi delle macro-regioni europee e globali, dobbiamo trasformare questa “piattaforma” in una rete intermodale efficiente e tecnologica.
Se è vero che il nostro Paese vanta una rete stradale e autostradale di base consolidata, è sul ferro e sul mare che si gioca la partita del futuro. Potenziare le “Vie del Mare” e il sistema aeroportuale, collegandoli organicamente alla rete ferroviaria, significa permettere a persone e merci di muoversi con una fluidità finora inedita.
Risorse e Strategia: Oltre il PNRR
Per compiere questo salto di qualità, abbiamo oggi a disposizione una combinazione di risorse finanziarie senza precedenti. Non dobbiamo però commettere l’errore di considerare questi fondi come compartimenti stagni.
• PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): È il motore primario, con miliardi destinati all’ultimo miglio ferroviario, al cold ironing (elettrificazione delle banchine) e alla digitalizzazione della logistica.
• Fondi di Coesione e Sviluppo (FSC): Fondamentali per completare quelle opere infrastrutturali che restano fuori dal perimetro temporale del 2026.
• Zes Unica (Zona Economica Speciale): Uno strumento potente per attrarre investimenti al Sud, offrendo semplificazioni burocratiche e incentivi fiscali che devono viaggiare di pari passo con l’efficienza dei trasporti.
• Programmi CEF (Connecting Europe Facility): Per i collegamenti transfrontalieri e l’integrazione nei corridoi TEN-T.
Un Approccio Organico per le PMI
Come PMI INTERNATIONAL, ribadiamo che la vera sfida è il coordinamento. Non serve a nulla avere un porto ultra-tecnologico se il collegamento ferroviario è strozzato o se la burocrazia doganale rallenta il flusso digitale dei dati.
Le nuove tecnologie — dall’intelligenza artificiale per la gestione dei carichi alla blockchain per la tracciabilità — devono diventare lo standard. Solo un sistema coordinato e organico permetterà alle nostre piccole e medie imprese di competere ad armi pari, riducendo i costi logistici e valorizzando la sostenibilità come asset competitivo.
Il Sud Italia non deve più essere la “periferia” d’Europa, ma il suo scalo principale. È tempo di passare dalla visione alla banchina, trasformando i flussi in ricchezza e il transito in sviluppo.
