Otto miliardi e mezzo di euro in cinque anni. È il conto, salatissimo, che gli italiani hanno pagato per le infrazioni al Codice della strada. Tradotto in termini pro capite, significa 142 euro a testa, neonati compresi. A mettere nero su bianco i numeri è il Codacons, che fotografa un fenomeno imponente ma non più in crescita: nel 2025 il gettito complessivo delle contravvenzioni stradali ha sfiorato quota 1,9 miliardi di euro, registrando però un calo del 4,4% rispetto all’anno precedente.
Una frenata che interrompe una lunga fase espansiva. Dal 2021 al 2024 gli incassi avevano seguito una traiettoria costante e ascendente: 1,2 miliardi nel 2021, poi via via fino al massimo storico di 1,98 miliardi nel 2024. Il 2025 segna invece il primo arretramento significativo, aprendo una nuova fase nella gestione delle sanzioni stradali.
Lombardia regina delle multe, Milano in testa tra le città
La geografia delle contravvenzioni conferma vecchie certezze. La Lombardia si mantiene saldamente al primo posto tra le regioni più “tartassate”: nel 2025 gli automobilisti lombardi hanno versato 455,8 milioni di euro, più del doppio della Toscana, seconda in classifica con 208 milioni. Terza l’Emilia-Romagna, che supera quota 192 milioni. All’estremo opposto, la Valle d’Aosta chiude la graduatoria con appena 2,7 milioni di euro incassati.
Lo stesso copione si ripete nei grandi centri urbani. Tra i Comuni con oltre 250 mila abitanti, Milano guida la classifica con 169,7 milioni di euro di multe, seguita da Roma (118,7 milioni) e Firenze (64 milioni). Ma proprio le grandi città mostrano il segnale più evidente di rallentamento: rapportando gli incassi alla popolazione residente, le entrate calano in media dell’11,3% su base annua.
Autovelox spenti e sentenze decisive
Secondo il Codacons, la diminuzione delle entrate non è imputabile principalmente al nuovo Codice della strada entrato in vigore a dicembre 2024. A incidere davvero sono stati altri fattori: i nuovi limiti all’installazione degli autovelox, lo spegnimento di molti dispositivi e, soprattutto, le sentenze della Corte di Cassazione che hanno annullato migliaia di verbali elevati con apparecchi non omologati.
Un colpo diretto al cuore del sistema sanzionatorio, che ha ridotto drasticamente il numero delle multe e, di conseguenza, gli incassi per Comuni e amministrazioni locali. Dopo anni di crescita ininterrotta, la macchina delle contravvenzioni rallenta. Resta però l’enormità delle cifre complessive: 8,5 miliardi in cinque anni raccontano di un’Italia ancora largamente indisciplinata al volante, ma anche di un sistema di controlli e sanzioni che sta cambiando volto.
