A un anno esatto dalla riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia si prepara a tirare le somme su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni. Il fascicolo che vede nuovamente indagato Andrea Sempio, oggi 37 anni, amico del fratello della vittima, potrebbe avviarsi alla chiusura con una richiesta di processo per concorso in omicidio.
Il passaggio chiave è atteso con il deposito della consulenza affidata a Cristina Cattaneo, la patologa forense chiamata a riesaminare le cause della morte della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Un contributo tecnico che, nelle intenzioni degli inquirenti, potrebbe offrire nuovi elementi alla ricostruzione del delitto e consolidare il quadro accusatorio.
Sempio, che ha sempre respinto ogni addebito, torna così al centro di un’indagine che sembrava definitivamente chiusa. Per l’omicidio di Chiara Poggi, infatti, Alberto Stasi – all’epoca fidanzato della giovane e da sempre proclamatosi innocente – sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere, ormai prossima al termine.
La riapertura e il nodo delle unghie
La decisione di riaprire il caso risale al 23 gennaio di un anno fa, quando i pubblici ministeri pavesi, sollecitati dalla difesa di Stasi, hanno ottenuto dalla gip Daniela Garlaschelli il via libera a nuovi accertamenti su Andrea Sempio. Al centro dell’attenzione, l’esito della perizia genetica sulle unghie di Chiara Poggi, disposta nel 2014 durante il processo di appello bis che portò alla condanna definitiva di Stasi.
Quella perizia, in linea con le analisi dei consulenti della difesa, aveva evidenziato la presenza di tracce di Dna compatibili con la linea genetica maschile della famiglia di Sempio. Un dato che, secondo l’accusa, giustificava ulteriori approfondimenti investigativi, riaprendo uno scenario giudiziario che appariva ormai cristallizzato.
Dna e impronta: le prove discusse
Il tema della leggibilità del Dna, insieme a quello dell’impronta palmare rinvenuta sul muro che conduce al seminterrato della villetta di via Pascoli, è stato al centro dell’incidente probatorio conclusosi nel dicembre 2025. Un passaggio cruciale, valutato in modo opposto dalle parti.
Per la Procura e per i legali di Stasi, gli esiti non lasciano spazio a dubbi e rafforzano l’impianto accusatorio. Di tutt’altro avviso la difesa di Sempio e la parte civile, che giudicano gli accertamenti fuorvianti e privi di reale incidenza, sostenendo che non ridisegnino in modo attendibile la scena del crimine.
Ora la parola passa di nuovo agli inquirenti. Con la consulenza di Cristina Cattaneo attesa come ultimo tassello, l’inchiesta di Garlasco si avvicina a un nuovo snodo decisivo, destinato a riaccendere il dibattito giudiziario e mediatico su un delitto che, a distanza di oltre 18 anni, continua a interrogare l’Italia.
