2 Ottobre 2026, venerdì
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Dazi, Gaza e Groenlandia: Trump scuote i mercati. Europa in rosso, oro e argento ai massimi storici

Tensioni geopolitiche e nuove minacce commerciali agitano i mercati: l’Europa apre in calo, i beni rifugio volano. Trump in partenza per Davos rilancia su Gaza, Groenlandia e dazi

L’avvio di settimana sui mercati finanziari è segnato da un clima di forte nervosismo, alimentato da nuove tensioni geopolitiche e da dichiarazioni destinate a far rumore. A pesare sui listini europei è soprattutto la minaccia lanciata da Donald Trump: dazi fino al 200% sui vini francesi, come ritorsione per il no del presidente Emmanuel Macron al Consiglio di Pace per Gaza. Un messaggio che riaccende lo spettro di una nuova guerra commerciale e che arriva mentre il presidente americano è in viaggio verso il World Economic Forum di Davos.

Le Borse europee aprono tutte in territorio negativo. Milano, Parigi e Francoforte cedono circa lo 0,8%, in scia a una seduta già debole in Asia, dove Tokyo ha chiuso in calo dell’1,1%. Anche Wall Street si prepara a una partenza difficile: i future sono in rosso nel giorno della riapertura dopo la pausa per il Martin Luther King Day.

Sul fronte politico, a tenere banco non c’è solo il dossier Medio Oriente. Prima di partire per Davos, Trump è tornato a parlare apertamente della Groenlandia, sostenendo che i leader europei non opporranno una reale resistenza al suo piano di “occupazione”. «Non credo che incontreremo molta resistenza. Dobbiamo averla», ha dichiarato ai giornalisti in Florida, rilanciando una posizione che contribuisce ad aumentare l’incertezza globale.

In questo contesto, i mercati si rifugiano nei beni considerati più sicuri. Oro e argento aggiornano nuovi record storici: il metallo giallo ha superato per la prima volta la soglia dei 4.700 dollari l’oncia, mentre l’argento ha toccato i 94,6 dollari. Secondo David Pascucci, market analyst di XTB, il quadro tecnico di entrambi i metalli «resta impostato al rialzo». Una visione condivisa anche da Vontobel Wealth Management, che nelle sue analisi indica un possibile approdo dell’oro a quota 5.000 dollari entro il 2026.

Valute e petrolio

Movimenti più contenuti sul fronte energetico. I future sul petrolio segnano lievi ribassi: il Brent scende dello 0,11% a 63,87 dollari al barile, mentre il Wti arretra dello 0,10% a 59,20 dollari. Più marcato il calo del gas europeo, in flessione dell’1,9% a 34,7 euro al megawattora.

Sul mercato valutario, il dollaro mostra segnali di debolezza: l’euro risale fino a quota 1,1680. In calo anche il Bitcoin, che perde l’1,9% e scende a 91.073 dollari, confermando una fase di volatilità anche per le criptovalute.

Un quadro complessivo dominato dall’incertezza, in cui politica e finanza tornano a intrecciarsi strettamente, con Davos che si annuncia come un nuovo banco di prova per gli equilibri globali.

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