Le autorità iraniane valutano un ripristino graduale dell’accesso a internet, dopo il prolungato blocco delle comunicazioni che ha interessato il Paese nelle ultime settimane. A riferirlo sono i media locali, mentre emergono i primi segnali concreti di una parziale normalizzazione del traffico telefonico e digitale.
Secondo quanto riportato dall’Afp, l’agenzia è riuscita nella mattinata odierna a collegarsi alla rete dal proprio ufficio di Teheran, nonostante la maggior parte dei provider, sia fissi sia mobili, risulti ancora inattiva o fortemente limitata. Un indizio che conferma come la riattivazione, se confermata, avverrà in modo selettivo e progressivo.
Sul fronte delle comunicazioni, un primo passo è già stato compiuto: da martedì 13 gennaio sono nuovamente possibili le chiamate internazionali, mentre da sabato 17 è stata ripristinata la messaggistica di testo. Nella stessa giornata, l’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che “le autorità hanno annunciato che anche l’accesso a internet sarebbe stato gradualmente ripristinato”, senza però fornire indicazioni precise su tempistiche, copertura o criteri tecnici.
Il contesto resta comunque complesso. In Iran, numerosi social network — tra cui Instagram, Telegram, X, Facebook e YouTube — sono vietati da anni, una restrizione che ha spinto milioni di utenti a ricorrere all’uso delle Vpn. Anche questa valvola di sfogo digitale, tuttavia, è stata chiusa: dallo scorso 8 gennaio l’utilizzo delle reti private virtuali è stato a sua volta vietato, restringendo ulteriormente lo spazio di comunicazione online.
Il possibile ritorno di internet, seppur graduale, rappresenta dunque un segnale atteso ma ancora fragile, che non scioglie i nodi legati al controllo dell’informazione e alla libertà di accesso alla rete. In assenza di dettagli ufficiali, resta da capire se la riapertura annunciata segnerà una reale inversione di tendenza o solo una temporanea attenuazione delle restrizioni.
