4 Ottobre 2026, domenica
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Crans-Montana, il caso Moretti: una condanna del 2016 riapre il nodo dei requisiti per gestire Le Constellation

Secondo la NZZ am Sonntag, il proprietario del locale era stato condannato in Svizzera per l’impiego di lavoratori irregolari. La normativa vallesana pone limiti stringenti ai titolari con precedenti penali

La vicenda di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, torna sotto i riflettori e solleva interrogativi sulla legittimità della sua attività. A rilanciare il caso è il quotidiano svizzero NZZ am Sonntag, secondo cui Moretti sarebbe stato condannato nel 2016 dalle autorità elvetiche per aver impiegato lavoratori illegalmente.

Una circostanza che, alla luce della legislazione cantonale, apre un fronte delicato: avrebbe potuto ottenere – o mantenere – l’autorizzazione a gestire un esercizio pubblico? La normativa del Canton Vallese, infatti, prevede che in presenza di determinati precedenti penali possa essere vietata la conduzione di bar e locali pubblici, soprattutto quando le violazioni riguardano ambiti sensibili come il diritto del lavoro e il rispetto delle regole amministrative.

La condanna del 2016, riportata dal quotidiano zurighese, non si limita dunque a un fatto del passato, ma assume oggi un peso specifico nel dibattito sulla correttezza delle procedure autorizzative e sui controlli esercitati dalle autorità competenti. In particolare, ci si chiede se tutti gli elementi necessari siano stati valutati al momento del rilascio dei permessi e se la posizione di Moretti fosse compatibile con i requisiti richiesti dalla legge vallesana.

Il caso di Le Constellation rischia così di diventare emblematico, riportando al centro dell’attenzione il tema della trasparenza nella gestione dei locali pubblici e dell’applicazione rigorosa delle norme che regolano il settore, in una località turistica di primo piano come Crans-Montana. Una questione che non riguarda solo il singolo imprenditore, ma il sistema di vigilanza nel suo complesso.

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