Una mattinata di lezioni come tante si è trasformata in pochi istanti in un dramma che ha sconvolto studenti, docenti e famiglie. All’istituto professionale “Domenico Chiodo” della Spezia, un ragazzo di 18 anni è stato accoltellato al termine di una lite ed è ora ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Sant’Andrea. Per l’aggressione è stato fermato un compagno di classe, anch’egli maggiorenne, attualmente sotto interrogatorio in questura.
L’allarme è scattato all’interno della scuola quando il giovane, di origine straniera ma cittadino italiano, è stato colpito con più fendenti. Soccorso dal personale sanitario, è arrivato in pronto soccorso con ferite da arma da taglio al torace e alla milza. Le sue condizioni sono apparse subito critiche e i medici hanno disposto un intervento chirurgico d’urgenza.
L’operazione, particolarmente complessa e durata diverse ore, è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale e toracica del Sant’Andrea. I sanitari hanno fatto sapere che l’intervento è riuscito, ma la prognosi resta riservata. All’esterno dell’ospedale, intanto, si sono radunati i familiari del ragazzo e una cinquantina di studenti dell’istituto, accorsi per manifestare solidarietà e vicinanza al compagno ferito.
Parallelamente proseguono le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il coltello utilizzato nell’aggressione è stato recuperato e gli investigatori stanno ascoltando insegnanti e studenti presenti al momento dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio, quella di un conflitto che covava da giorni tra i due giovani, forse legato a una ragazza. Secondo le prime ricostruzioni, il diverbio sarebbe iniziato nei bagni della scuola e sarebbe poi degenerato in aula, dove la vittima avrebbe cercato rifugio prima di essere colpita.
Un elemento ora al centro dell’attenzione degli inquirenti è un presunto messaggio intimidatorio che l’aggressore avrebbe inviato alla vittima il 15 gennaio. Come riportato da La Nazione, il testo reciterebbe: “Domani ti sistemo io”, un dettaglio che, se confermato, potrebbe rafforzare l’ipotesi della premeditazione.
Sull’episodio è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha definito quanto accaduto “di una gravità assoluta”. “Allo studente ferito e alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza – ha dichiarato –. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è chiamata a trasmettere valori, rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza”.
Mentre la città resta con il fiato sospeso per le condizioni del giovane ferito, l’istituto e l’intera comunità scolastica fanno i conti con una ferita profonda, che riapre il dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione della violenza tra i banchi.
