5 Ottobre 2026, lunedì
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E’ il capitalismo bellezza

Con i suoi atteggiamenti alla John Wayne il Presidente degli USA ha il solo merito di mostrare il vero volto degli USA e, per estensione, del modello economico imperante.

A cura di Gilberto Borzini

Jonh Wayne, si sa, risolveva le discussioni a suon di cazzotti o, nel peggiore dei casi, a revolverate. Era, ovviamente, sempre dalla parte giusta, a rappresentare il Bene in tutte le sue declinazioni.

Per questi motivi era adorato dal pubblico statunitense che in quegli atteggiamenti si rifletteva pienamente, nella fideistica convinzione di rappresentare il Bene e di potere, in quella funzione, governare e presidiare un mondo manifestamente zeppo di pellerossa e banditi.

Trump si muove nelle medesime declinazioni rappresentando sia l’anima della “frontiera” americana, sia lo spirito dell’economia capitalista che altro non è che un perenne conflitto tra gruppi rivali.

I gruppi economici, sempre più dimensionati e onnivori, competono tra di loro con inusitata violenza per la conquista di sempre maggiori quote di mercato, non molto diversamente da come competono le gang di malviventi per il controllo del quartiere e delle relative zone di malaffare.

Le dinamiche che animano Gang e Gruppi sono dinamiche di Potere e di Profitto e per ottenere potere e profitto non si lesinano spiate e corruzioni, strumentalizzazioni e propaganda.

Quella che da decenni viene spacciata con l’etico nome di “democrazia economica” è un gioco al massacro in cui vincono i Grandi Gruppi e il Mazziere-Stato, mentre i giocatori di taglia minore rischiano quotidianamente di essere sbranati, fagocitati o semplicemente impoveriti.

La “democrazia economica” impone a tutti di prendere parte attiva al gioco: guai a chi non produce e guai a chi non impegna ogni ora della sua esistenza a produrre o a comperare mantenendo sempre vivace il falò dell’economia con la propria attività economica.

Anche le ore del riposo devono essere offerte al Moloch dell’economia, consumando servizi, programmi, abbonamenti, letture, soggiorni e vacanze.

Anche le ore della festa sono consacrate al medesimo Dio Consumo spendendo in regali, bigiotterie, cene e cenoni, spumanti, balocchi e profumi.

È il capitalismo, bellezza: di che ti lamenti?

Non si ammettono deroghe; non si accettano contraddittori né obiezioni.

Il pianeta è a disposizione dello sfruttamento intensivo da parte dell’uomo: l’ha detto dio, costi quel che costi. Costi persino l’estinzione della vita, lo scempio dell’ambiente, l’impossibilità di permanenza sulla Terra a sempiterno onore dello sfruttamento da parte del Capitale.

Ora con Trump gli USA mostrano il vero aspetto de capitalismo: sparano, invadono, sequestrano, comprano, trattano, cedono, accordano, espellono, catturano, uccidono sempre in nome del medesimo dio, in nome di Mammona e dello sterco del diavolo.

Esercito e polizieria di ogni grado si esaltano al nuovo grido di guerra lanciato dal grande capo, sparano e strangolano, uccidono e deportano esibendo il medesimo ghigno di scherno che affermava John Wayne dal grande schermo.

Trump è il dito che indica la Luna e la Luna è il capitalismo che corrode e genera violenza.

E come sempre finiamo col guardare e accusare il dito e col ritenere la Luna, gelida e estranea, tanto romantica e desiderabile.

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